SEZIONE G

G 590 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE colpiti finiscono poi per disseccare. Sulle bacche compaiono ampie macchie brunastre con necrosi dei tessuti, che partono in genere dalla parte calicina, per poi estendersi fino a interessare l intera bacca. Il patogeno si conserva in genere come micelio sui resti colturali infetti, differenziando rami sporangiofori che portano alla loro estremità uno sporangio a forma di limone. Questo può germinare direttamente, per poi sviluppare un premicelio e un micelio intracellulare, oppure può produrre zoospore biflagellate che, in presenza di un velo d acqua, si muovono e penetrano attraverso le aperture stomatiche per poi sviluppare il micelio. Le infezioni avvengono con temperature di 10-28 °C (optimum 20-23 °C), dopo piogge o forti rugiade. Il periodo d incubazione è di 60-144 ore, in funzione della temperatura, con una durata minima in presenza di 20-23 °C. In genere lo sviluppo della malattia avviene dopo 3-4 cicli favorevoli di sviluppo della durata di 5 giorni ciascuno, una piovosità complessiva di almeno 20 mm per ciascun periodo e una temperatura minima di 10 °C. Lo scoppio di forti infezioni avviene in genere con le piogge di fine estate e le forti rugiade notturne. Meno frequentemente avviene in giugno per poi subire un arresto con valori termici oltre i 30 °C. DIFESA: è basata sull applicazione di fungicidi con finalità preventive. La disponibilità di prodotti è molto ampia, come per la patata (®). Nella fase iniziale sono preferibili i preparati rameici, attivi anche sui batteri; in seguito con il sovrapporsi delle infezioni è opportuno il ricorso a preparati con contemporanea attività di copertura, citotropico-translaminare e sistemica. Alternariosi** (Alternaria solani, Alternaria alternata ; Asc.). Oltre al pomodoro colpisce anche la patata. Il patogeno causa la formazione di macchie fogliari necrotiche di forma rotondeggiante con contorno ben delimitato e zonature concentriche. Macchie analoghe, ma più piccole, possono comparire sulle ramificazioni. Attacchi precoci possono interessare il colletto delle giovani piante, con conseguente comparsa di una strozzatura che causa il deperimento e la morte della pianta. Il fungo si conserva sui resti colturali rimasti nel terreno e sui semi e le infezioni, contrariamente a quanto accade per la peronospora, avvengono anche con piogge di pochi millimetri caduti nell arco di 24-48 ore. DIFESA: i trattamenti con antiperonosporici ad ampio spettro (es. azoxystrobin, pyraclostrobin, zoxamide, fenamidone, rameici, ditiocarbammati) contengono anche le infezioni di alternaria. Antracnosi* (Colletotrichum coccodes, syn. Colletotrichum atramentarium; Asc.). Colpisce le bacche determinando la comparsa di macchie rotondeggianti del diametro di 5-10 mm, nell ambito delle quali si differenziano corpi fruttiferi (acervuli) che rilasciano masserelle mucillaginose di colore rosa salmone, inglobanti conidi unicellulari di forma ellissoidale-allungata. Il patogeno si conserva nel terreno per alcuni anni con sclerozi (di colore nero e del diametro inferiore a 1 mm) o allo stato saprofitario sui resti della coltura e le infezioni sono favorite da temperature di 20-25 °C. DIFESA: ricorrere ad ampie rotazioni della coltura; intervenire alla comparsa della malattia con preparati rameici. Cladosporiosi** (Passalora fulva, syn. Fulvia fulva e Cladosporium fulvum; Asc.). Trattasi di una malattia a comparsa sporadica che si manifesta soprattutto in serra con la formazione di macchie fuligginose sulla pagina inferiore delle foglie e il corrispondente ingiallimento e disseccamento dei tessuti. Essa è favorita da valori di U.R. dell aria intorno al 90%, anche per sole 3-4 ore, durante le quali le infezioni avvengono in 36-48 ore con temperature di 10-27 °C. Il patogeno sopravvive come micelio o sotto forma conidica sui residui colturali infetti e con conidi, molto resistenti al secco, sulle strutture in legno delle serre. In commercio sono disponibili varietà resistenti G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 590 5/30/18 9:52 AM c v v ( M g d c p s b b M to d le in m c d e fo s c b M il d d d p M s g p c fe g ( s d r b fe

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini