SEZIONE G

G 598 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE fis Accartocciamento fogliare non parassitario*. Interessa le foglie del palco basale delle col- ture in serra, durante le ore più calde e con basso livello di U.R. dell aria. Per molte varietà si tratta di un anomalia genetica. Il fenomeno si accentua in seguito a scacchiature e cimature troppo spinte. DIFESA: operare la scacchiatura e la cimatura con moderazione e durante le ore fresche della giornata, ricorrendo successivamente a una irrigazione di soccorso. Argentatura fogliare*. Compare sulle piante allevate in verticale ed è determinato dall insolazione e da giornate fortemente ventose che producono il distacco degli elementi cellulari più superficiali delle foglie, con conseguente rifrazione della luce del sottostante strato di aria. Le foglie sintomatiche non disseccano e deboli sono le ripercussioni sull attività vegetativa delle piante. Colatura fiorale*. Trattasi di un fenomeno legato a diverse cause: forti escursioni termi- che, valori bassi dell UR dell aria, asfissia radicale, stress idrici, eccessive somministrazioni azotate e scorretto impiego di prodotti antiparassitari. DIFESA: può essere limitata adottando razionali tecniche agronomiche per limitare la comparsa del fenomeno. Collettaura gialla*. Colpisce le varietà a bacca lunga, sulle quali la parte prossima al peduncolo non si colora di rosso e i tessuti sottostanti appaiono suberosi. Alcune varietà sono geneticamente suscettibili per la presenza nel loro corredo cromosomico del carattere di predisposizione della collettatura verde (U1). L alterazione si accentua nelle piante vegetanti su terreni sabbiosi e carenti di K, nonché in quelli argillosi dove l elemento viene trattenuto dal reticolo argilloso. DIFESA: ricorrere a cv. poco suscettibili e regolare l apporto di potassio in base alla presenza dell elemento nel terreno e della natura di quest ultimo. Cuciture delle bacche*. una fisiopatia legata a ritardi nel distacco degli elementi fio- rali dopo l avvenuta fecondazione e che, disseccandosi, ledono i tessuti dell ovario fecondato. Il fenomeno riguarda i pomodori da mensa con bacca di forma ovale-allungata ed è più frequente nelle coltivazioni sottoposte a eccessivi apporti azotati. DIFESA: regolare la concimazione azotata, evitandone gli eccessi. Depigmentazione e imbrunimento delle bacche*. Conosciute anche come Blotchy ripening e Gray wall, sono alterazioni che interessano alcune varietà da tavola a frutto piatto e che si manifestano con aree imbrunite, giallastre o verdastre, i cui tessuti sottostanti appaiono imbruniti. Le cause sono legate alla suscettibilità varietale, alla carenza di potassio, agli eccessi di azoto, alla carenza di luminosità entro le serre, all eccessiva umidità del terreno e dell aria, nonché a forti escursioni termiche. Diverse varietà non sono suscettibili. DIFESA: ricorso a varietà poco suscettibili; regolare le irrigazioni e le condizioni di luminosità e di aerazione all interno delle serre; regolare gli apporti azotati e potassici. Fenditure da freddo*. Sono profonde spaccature longitudinali, con tessuti cicatrizzati, interessanti un lato della bacca. Il fenomeno interessa soprattutto le varietà con bacche tonde ed è conseguente ad abbassamenti termici che causano lesioni longitudinali sull ovario e, con l accrescimento delle bacche, portano alla comparsa di spaccature che mettono talora allo scoperto i semi. DIFESA: in ambiente protetto regolare le aperture per evitare anomali abbassamenti termici. Idropatia radicale*. Il fenomeno è conseguente alla abbondante presenza di acqua nel terreno per eccessivi interventi irrigui o per forti e continue piogge. Le radici più profonde muoiono per asfissia e la parte interrata del fusto appare fortemente ingrossata con suberificazione dei tessuti esterni e comparsa di spaccature longitudinali. La pianta sviluppa radici avventizie superficiali, per cui diviene maggiormente sensibile alle G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 598 5/30/18 9:52 AM s g d e M b s ir c r e 2 M p a a o e M B d s fa c il a D e c N g a tr q la e S lu le d a S s c tu D d

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini