Pompelmo

G 600 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Spaccature e screpolature delle bacche*. Compaiono in seguito a forti apporti di ac- qua dopo periodi di crisi idrica, tali da determinare il rapido accrescimento dei tessuti esterni delle bacche rispetto a quelli interni, con conseguente azione di stiramento e spaccature dei tessuti. Le screpolature possono essere distribuite in serie pressoché parallele o radialmente nella zona peduncolare. Le lesioni possono cicatrizzare con clima asciutto o aprire la strada a infezioni di Botrytis cinerea. Colpite sono le varietà con bacche rotonde, nell ambito delle quali esistono anche cv. poco suscettibili. DIFESA: razionalizzare gli interventi irrigui evitando gli eccessivi apporti dopo periodi di carenza. r a N c p mm A d z p Strozzatura delle bacche*. Compare sulle varietà a bacca lunga con una strozzatura localizzata per lo più nella parte distale. Le cause d insorgenza dell anomalia e le misure preventive sono identiche a quelle riguardanti le cuciture delle bacche. c Pompelmo (Citrus pompelmos) Per le diverse avversità dei gruppi (i), (c), (v), (vd)* e (fis) ®Arancio. Porro (Allium porrum) i Criocera della cipolla* (Lilioceris merdigera; Col. Crisom.). Gli adulti sono rossastri, lunghi 6-10 mm, mentre le larve sono color grigio sale, coperte di mucillaggine, lunghe 6-8 mm. Adulti e larve compiono erosioni fogliari, ma i danni arrecati sono occasionali e di scarso interesse economico. L insetto svolge 2 generazioni all anno e sverna allo stato di adulto in diapausa all interno della sua cella d impupamento. DIFESA: non necessaria. Galeruca nera* (Galeruca tanaceti; Col. Crisom.). Le larve (gibbose, lunghe 12-14 mm, nere con tubercoli forniti di lunghe setole) compiono erosioni fogliari. ®Cipolla per i restanti caratteri biologici, gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. t c s m c b D c del fusto causando la morte delle giovani piante e il deprezzamento commerciale dei porri. ®Aglio per i caratteri biologici, gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. Mosca minatrice del porro*** (Napomyza gymnostoma; Ditt. Agrom.). L adulto è bruno, G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 600 5/30/18 9:52 AM S b ta il p i ( la s a tr 1 A Mosca della cipolla*** (Delia antiqua; Ditt. Antom.). Le larve minano la parte interrata lungo circa 3 mm. Le femmine compiono una serie di punture disposte in file lineari sulla parte distale delle foglie, causando piccole ferite, dalle quali geme linfa, che lambiscono insieme ai maschi. In seguito compiono punture di ovodeposizione. Le larve scavano mine discendenti nelle foglie esterne del falso fusto, arrestando lo sviluppo delle piante e favorendo l insediamento di infezioni batteriche, con danni particolarmente gravi sulle piante di recente trapianto, sulle quali anche una sola larva ne compromette lo sviluppo. In un anno si susseguono 2 generazioni: una primaverile, con il primo volo tra la prima metà di marzo e la fine di aprile, e la seconda tra la fine di settembre e la prima decade di novembre. L inverno viene trascorso allo stadio di pupa. DIFESA: protezione dei vivai con reti antinsetto; catture di un solo individuo/settimana, realizzate tramite vaschettetrappola con acqua, tipo Moericke motivano il ricorso alla difesa chimica; realizzazione di 2-3 interventi con deltametrina, con intervalli di una settimana l uno dall altro. Tignola del porro** (Acrolepiopsis assectella; Lepid. Acrolep.). Le larve compiono erosioni alla base delle foglie causandone il disseccamento. ®Cipolla per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto e per la difesa. n Meloidogyne** (Meloidogyne sp.; Tilenc. Eter.). Il nematode attacca l apparato radicale, formando numerose galle. Le infestazioni interessano soprattutto le coltivazioni P f R b M v V a s s s n r fl z d p d e

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini