SEZIONE G

cti e aa caa. a e i, e e o a. m, i a ei o, loo e e o. a e ai ee oo- ini P Porro (Allium porrum) G 601 realizzate su terreni sabbiosi. ®Melone per gli aspetti biologici: DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni con piante non suscettibili. Nematode degli steli e dei bulbi*** (Ditylenchus dipsaci; Tilench. Anguin.). Le piante colpite presentano foglie deformi e bollose, mentre i tessuti del fusto vanno incontro a processi di disfacimento. ®Aglio per gli aspetti biologici e la difesa. mm Arvicola di Savi* (Microtus savii; Cric.). Compie profonde erosioni sulla parte interrata della pianta, causandone la morte. I danni interessano talora molte piante della coltivazione. ®Melo per le notizie sulla sua attività riproduttiva e sui provvedimenti attuabili per contenerne la dannosità. Peronospora*** (Phytopthora porri; Oomycota). la malattia più temibile per la pianta. c Si manifesta a livello fogliare con la comparsa di estese macchie biancastre che poi imbruniscono e che, partendo dall apice fogliare, si estendono verso la base. Con la perdita di consistenza dei tessuti la parte colpita si affloscia, per cui la foglia si ripiega verso il basso e dissecca. La malattia si sviluppa con andamento stagionale caratterizzato da piogge frequenti in presenza di temperature di 12-22 °C, mentre con temperature oltre i 26 °C si arrestano i processi infettivi. Il fungo si conserva nel terreno con conidiangi (porzioni di micelio contenenti un elevato numero di elementi fusiformi dalla cui copulazione trae origine un micelio diploide) oppure con oospore, dalla cui germinazione si ha un macrosporangio che libera a maturità zoospore, che penetrano attraverso le aperture stomatiche per poi sviluppare un micelio intracellulare. DIFESA: ricorrere a trattamenti preventivi con preparati rameici, azoxystrobin, cymoxanil, pyraclostrobin 1 dimetomorph, mancozeb, ecc. Alternariosi* (Alternaria porri ; Asc.). Può colpire, specialmente a fine estate-autunno, tutte le parti della pianta. Sulle foglie causa macchie biancastre incavate, con un area centrale bruno-rossastra, che tendono ad allungarsi longitudinalmente; su di esse può svilupparsi un efflorescenza nerastra costituita dalle fruttificazioni conidiche. I bulbi manifestano imbrunimenti delle scaglie esterne e interne, e successiva mercescenza, che continua anche dopo la raccolta. Il patogeno sverna sui residui colturali e sui bulbi da seme. Le infezioni sono favorite da elevata umidità e temperature di 25-27 °C. DIFESA: oltre che su misure preventive (distruzione dei residui colturali, irrigazioni controllate) è basata su interventi con fungicidi (es. rameici, azoxystrobin). Ruggine*** (Puccinia porri; Bas.). Si manifesta sulle foglie con pustole (uredosori) che f a maturità rilasciano una polvere rugginosa costituita da una massa di uredospore. In seguito altre pustole di colore bruno nerastro (teleutosori) rilasciano teleutospore destinate a superare l inverno. Queste germinano in primavera per originare un basidio sul quale si formano basidiospore che, trasportate dal vento, originano le prime infezioni. DIFESA: ricorrere a interventi preventivi o alla comparsa della malattia (es. preparati rameici, azoxystrobin). b Marciumi batterici** (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum, Pseudomonas fluorescens; Gracilicutes). I due agenti determinano la comparsa di marciumi che iniziano sulla parte esterna del fusto per poi estendersi alle parti sottostanti, causando il disfacimento dei tessuti. Entrambi i batteri si conservano nel suolo e infettano le piante penetrando attraverso ferite. DIFESA: ricorrere ad ampie rotazioni della coltura; evitare di entrare nella coltivazione se le piante sono bagnate dalla pioggia o dalla rugiada; estirpare e allontanare le piante colpite; intervenire con prodotti rameici. v Virosi** (®Aglio). G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 601 G 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini