Prezzemolo

G 602 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Prezzemolo (Petroselinum hortense) i Grafosoma* (Graphosoma lineatum italicum; Rinc. Pent.). L insetto (rosso porpora con bande longitudinali nere, lungo 12-15 mm) infesta le infiorescenze delle piante portaseme succhiando gli acheni, senza peraltro arrecare apprezzabili danni. DIFESA: non necessaria. Mosca del sedano* (Euleia heraclei; Ditt. Tefrit.). Le larve formano ampie mine fogliari. ®Sedano per i caratteri distintivi dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Sputacchina (Philaenus spumarius; Rinc. Afrof.). Le forme giovanili succhiano la linfa, protette entro una massa schiumosa. Gli adulti, caratterizzati da una notevole variabilità cromatica, compaiono all inizio dell estate e, in seguito all accoppiamento, depongono le uova inserendole entro i tessuti dello stelo di svariate piante erbacee coltivate e spontanee. Compie una sola generazione all anno. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con piretrine e piretroidi. f Mal bianco* (Erysiphe heraclei, syn. Erysiphe umbelliferarum; Asc.). La vegetazione fogliare viene invasa da una formazione farinosa biancastra. Le infezioni avvengono nella tarda estate, favorite dal caldo-umido. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con zolfo o olio di arancio. Septoriosi* (Septoria petroselini; Asc.). Si manifesta con macchie necrotiche rotondeggianti nell ambito delle quali si formano elementi puntiformi neri (picnidi) che, a maturità, rilasciano picnoconidi destinati alla diffusione delle infezioni. DIFESA: ricorso al trattamento con preparati rameici o di sintesi (es. azoxystrobin) alla comparsa delle prime macchie. ftpl Giallume* (Candidatus Phytoplasma solani; Mollicutes). Le piante infette hanno sviluppo ridotto e le foglie esterne sono piccole con la lamina arrossata e ispessita. Per questa malattia valgono le considerazioni epidemiologiche e di difesa descritte per lo stolbur del pomodoro. v Arrossamento** (Celery mosaic virus 5 CeMV, gen. Potyvirus). ®Mosaico comune del sedano. Mosaico comune** (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). Le piante infette rimangono molto più piccole del normale, presentano le foglie con una colorazione giallastra e la lamina bollosa. Per le caratteristiche epidemiologiche di CMV e le misure di difesa ®Mosaico comune del cetriolo. Oziorrinco della Fragola** (Otiorhynchus rugosustriatus; Col. Curcul.). Le larve com- piono erosioni sull apparato radicale, causando l avvizzimento della pianta. Gli adulti effettuano invece erosioni sul margine delle foglie. ®Fragola per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. f Macchie bianche* (Ramularia primulae; Asc.) La malattia si manifesta sulle foglie con macchie rotondeggianti dall aspetto latteo, con successivo disseccamento dei tessuti colpiti. Il fungo è conosciuto solo nella forma agamica di R. primulae. DIFESA: non necessaria. ftpl Giallume* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). Le piante infette presentano le foglie ingiallite, malformate, di dimensioni inferiori al normale e producono pochi fiori profondamente deformati. Per la modalità di trasmissione ®Giallume dell aster. DIFESA: propagazione di piante sane. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 602 M N in e D M m s d d i A g d d p A n v m p la la b A to m p u p p B Primula (Primula spp.) i v 5/30/18 9:55 AM ( d v n in D d p g s s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini