Querce

a e A: Q Querce (Quercus spp.) v on a, à o no e o o na o e o a r l e ae mti i- n i. o hi r. G 603 Maculatura anulare necrotica** (Impatiens necrotic spot virus 5 INSV, gen. Tospovirus). Negli stadi iniziali si manifesta con mosaico, bollosità e leggera deformazione delle foglie; in seguito compaiono aree necrotiche circolari che possono estendersi alle nervature e allargarsi fino a interessare tutta la lamina. Per la modalità di trasmissione di INSV e la DIFESA: ®Maculatura necrotica dell Impatiens e Avvizzimento maculato del pomodoro. Mosaico* (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). Le foglie mostrano macchie di colore giallo vivo, distribuite su tutta la lamina accompagnate, in alcune specie di primula, da aree necrotiche. Le piante infette arrestano il loro sviluppo e producono fiori con petali screziati. Per la trasmissione di CMV e la DIFESA: vale quanto descritto per il mosaico comune del cetriolo. Querce (Quercus spp.) i Afide della quercia rossa** (Myzocallis walsi; Rinc. Afid.). un afide di colore giallo pa- glierino che infesta la pagina inferiore delle foglie di Quercus rubra e produce abbondante melata. Compie un olociclo monoico con colonie che raggiungono la massima densità in piena estate. DIFESA: eventuale intervento con pirimicarb o altri aficidi sulle piante di particolare interesse. Agrilo verde* (Agrilus viridis; Col. Bupr.). Lungo 4,5-10 mm, è caratterizzato da una notevole variabilità cromatica (verde, blu, rosso rameico, bronzato, ecc.). Le larve scavano nel fusto gallerie inizialmente sottoepidermiche, per poi inoltrarsi progressivamente nel legno. Gli adulti compaiono in maggio e le femmine depongono le uova in placche di 6-7 elementi, ricoperte di muco che indurisce all aria. Le larve raggiungono la maturità in settembre-ottobre, quindi entrano in diapausa invernale per poi compiere la metamorfosi in aprile-maggio dell anno successivo. DIFESA: ricorso al taglio e alla bruciatura dei rami infestati. G Attelabo delle querce* (Attelabus nitens ; Col. Attel.). Lungo 5-6 mm, tozzo, ha il pro- torace e le elitre di colore rossastro nella forma tipica. Gli adulti compaiono in aprilemaggio e la femmina taglia le foglie fino alla nervatura mediana per poi arrotolarne la parte tagliata e formare una struttura a forma di bariletto nel quale depone in genere un uovo, eccezionalmente 2-3. All interno di questo la larva si sviluppa in 30-45 giorni per poi dare l adulto in settembre, destinato a svernare nella lettiera di foglie sottostante le piante. DIFESA: non opportuna. Bombice gallonato* (Malacosoma neustria; Lepid. Lasioc.). ®Mandorlo. Le larve (50 mm di lunghezza a maturità, capo bluastro, linea longitudinale biancastra affiancata da una linea rosso mattone e da un altra color blu) divorano la vegetazione fogliare avvolgendola con fili sericei per formare nidi che via via abbandonano per formarne altri nuovi. ®Mandorlo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla nascita delle larve. Dasichira** (Elkneria pudibunda; Lepid. Limantr.). Le larve (50 mm di lunghezza) sono di colore verde pallido con aree intersegmentali nere vellutate, presentano spazzole di peli gialli sui primi 4 segmenti addominali e un ciuffo di peli rossi caudali. Compie una generazione all anno con volo degli adulti dalla metà di maggio a quella di giugno e svernamento allo stadio di crisalide entro un bozzolo, in terra o fra le foglie secche del sottobosco. DIFESA: non necessaria. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 603 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini