SEZIONE G

G 604 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Euprottide** (Euproctis chrysorrhoea; Lepid. Limantr.). Le larve (grigiastre dopo la II età, interessate da linee affiancate rosso-arancione, disposte dorsalmente su ciascun segmento, da cuscinetti vellutati di fini e corti peli color marrone, da altri cuscinetti laterali di peli bianchi, e da due tubercoli rossi estroflettibili presenti sui segmenti VI e VII) divorano le foglie dopo averle avvolte con fili sericei e formato dei nidi. Gli adulti (30-40 mm di apertura alare, con ali bianco niveo lucente interessate, nei maschi, da alcuni punti neri e con l estremità dell addome della femmina fornita di un vistoso ciuffo di peli color ruggine) volano dalla fine di giugno a tutto luglio e oltre. Le uova sono deposte in ovoplacche feltrose color ruggine, allungate, comprendenti mediamente circa 200 uova. Le larve nascono dopo 8-20 giorni e quelle della medesima covata vivono insieme erodendo la pagina inferiore delle foglie e formando con le stesse un nido provvisorio entro il quale si rifugiano nottetempo, nelle ore più calde e in caso di pioggia. All inizio dell autunno formano un nido più compatto e con diverse concamerazioni, all interno del quale svernano in oligopausa, fuoriuscendo temporaneamente nelle giornate tiepide e soleggiate. In primavera riprendono a nutrirsi, raggiungendo la maturità dopo aver attraversato 8 età di sviluppo, per poi incrisalidarsi alla superficie del suolo, in mezzo a detriti vegetali, o fra le foglie delle piante danneggiate. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki nei confronti delle giovani larve. Fillossera della quercia e del leccio*** (Phylloxera quercus; Rinc. Filloss.). Colonizza la pagina inferiore delle foglie e con le sue punture determina la comparsa di punteggiature giallastre visibili sulla pagina superiore. ®Leccio per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Limacine*** (Caliroa varipes, C. annulipes, C. cinxia; Imen. Tentred.). Le larve, simili a piccole limacce, vivono sulla pagina inferiore delle foglie e, riunite in gruppo, compiono erosioni a carico del tessuto parenchimatico, rispettando le nervature di vario ordine. Le femmine depongono le uova inserendole entro i tessuti del lembo fogliare, nella pagina inferiore. In funzione della specie, compiono una o più generazioni all anno e svernano tutte con larve imbozzolate nel terreno. DIFESA: ricorso al trattamento con piretro attivato con piperonil-butossido. Limantria*** (Lymantria dispar ; Lepid. Limantr.). Compie erosioni fogliari, fino a defo- gliare completamente le piante. Particolarmente danneggiate sono le piante dei boschi di roverella e le segherete. Gli adulti hanno un apertura alare di 35-50 mm e ali che nel maschio hanno una colorazione variabile dal grigio al castano, con bande zigzaganti trasversali più scure; nella femmina le ali sono biancastre, con quelle anteriori interessate da striature nere a zig-zag. Le larve neonate sono caratterizzate da setole aerostatiche (con un ingrossamento a palloncino nella parte basale) che ne facilitano il trasporto, anche a notevoli distanze, per opera delle correnti di aria. Le larve d età avanzata (lunghe a maturità fino a 70 mm) sono brunastre, con ciascun segmento fornito di 6 tubercoli (i primi 5 blu e i restanti rossi) muniti di setole. Compie una generazione all anno con adulti che volano in giugno-luglio. Le femmine depongono le uova in gruppi di 100-1.200 elementi formando ovature pluristratificate di forma ovoidale, lunghe circa 3 cm, coperte da un feltro derivante dai peli addominali. Le suddette ovature sono deposte sul tronco o sui rami a un altezza variabile (al piede della pianta negli anni di latenza, a 2 m e anche più e nella parte inferiore dei rami negli anni di incremento o progradazione, nei rami più alti nelle annate di maggiore attacco e tra i 2 e i 6 m di G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 604 5/30/18 9:55 AM a a n s c d p k P z m s m s p o m fo e p s n g R c fo a R c n g T r Q e d D p T g r s te r a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini