SEZIONE G

R Rapa (Brassica campestris var. rapa) Punteruoli degli steli del colza e del cavolo** (Ceuthorhynchus napi, C. quadridens; e oa ti a ). oci al oci ti a- e e. a- e ) a o o e r3 o e ne 2 o nonli s G 609 c v Col. Curcul.). Le larve danneggiano la parte interna del fusto che in seguito reagisce con lo sviluppo di gemme laterali. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso al trattamento contro gli adulti con piretroidi. Punteruoli del colletto** (Baris laticollis, B. coerulescens, B. chlorizans; Col. Curcul.). Le larve scavano gallerie nel fusto, talora nelle grosse radici e nel picciolo delle foglie basali, trasformando i tessuti in un ammasso di rosura. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale intervento contro gli adulti, prima delle ovodeposizioni, con l impiego di piretroidi. Punteruolo della rapa** (Ceuthorhynchus rapae; Col. Curcul.). Gli adulti (neri, alquanto simili a specie del medesimo genere, lunghi circa 3 mm) compaiono a metà aprile e le femmine depongono le uova entro lo stelo, poco sotto l apice vegetativo. Le larve scavano una galleria midollare nella parte alta dello stelo, nelle ramificazioni e nei piccioli fogliari. Le larve mature compiono la metamorfosi nel terreno e i nuovi adulti si hanno in luglio-agosto. Questi si alimentano per un paio di settimane su crucifere spontanee, quindi si rifugiano per ricomparire nella successiva primavera. DIFESA: ricorso al trattamento contro gli adulti usciti dall inverno. Punteruolo delle silique** (Ceuthorhynchus assimilis; Col. Curcul.). La larva (apoda, bianca e con capo nero, lunga 5 mm) divora i semi non ancora maturi. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con deltametrina prima della fioritura. Punteruolo nero d inverno** (Ceuthorhynchus picitarsis; Col. Curcul.). Le larve (bianche, apode, lunghe 4-6 mm) scavano gallerie all interno del fusto e delle ramificazioni delle piante portaseme. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento contro gli adulti, prima delle ovodeposizioni, con l impiego di piretroidi. Rapaiola (Pieris rapae; Lepid. Pier.). Le larve vivono isolate per compiere erosioni fogliari. ®Cavolo per i caratteri morfologici del lepidottero e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretro, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Tentredine delle crucifere** (Athalia rosae; Imen. Tentred.). Le larve (nerastre e con banda laterale verde, lunghe fino a 15 mm) sono attive in maggio-giugno e in settembre, compiendo erosioni fogliari. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretro. Tignola delle crucifere*** (Plutella xylostella; Lepid. Plutell.). Le larve sono verdi, lunghe fino a 15 mm, con due pseudozampe caudali ben sviluppate. Esse compiono erosioni fogliari, troncano i peduncoli fiorali ed erodono le giovani silique. La larva della prima età scava una mina nel tessuto lacunoso per poi fuoriuscire dopo la prima muta e condurre vita ectofita. Nel corso della buona stagione si susseguono fino a 7 generazioni. DIFESA: intervento con formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Ruggine bianca** (Albugo candida; Oomycota). Determina la comparsa di pustole crostose di colore bianco e dall aspetto ceroso. (®Cavolo). Giallume occidentale* (Beet western yellows virus 5 BWYV, gen. Polerovirus). Si manifesta sulle foglie con ingiallimenti e arrossamenti internervali, interessanti soprattutto le parti periferiche del lembo, e con l imbrunimento dei fasci floematici. DIFESA: ®Giallume occidentale del cavolo e della bietola. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 609 G 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini