Ravizzone

G 612 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mosaico* (Turnip mosaic virus 5 TuMV, gen. Potyvirus). Si riconosce per la presenza sulla lamina fogliare di una maculatura internervale di colore verde chiaro o giallastro e variamente estesa. Per gli aspetti epidemiologici e le misure di DIFESA: ®Mosaico della rapa. p c C i ®Colza. r te II p v ®Rapa. G Ravizzone (Brassica napus var. oleifera) Ribes (Ribes nigrum, R. rubrum) i Afide del ribes nero e della cicerbita** (Hyperomyzus lactucae; Rinc. Afid.). Le forme attere sono gialle, con codicola chiara e sifoni chiari, rigonfi a fuso nella parte mediana. Le alate sono gialle, con un ampia placca dorsale sclerificata. a comportamento olociclico dioico. Sverna con uova durevoli sui Ribes, sui quali svolge la prima parte del ciclo. Gli ospiti secondari sono rappresentati da composite dei generi Sonchus, Lactuca e Cichorium. DIFESA: come per l afide giallo (Cryptomyzus ribis). Afide giallo del ribes*** (Cryptomyzus ribis; Rinc. Afid.). Vive sulla pagina inferiore delle giovani foglie causando la comparsa di bollosità giallo-verdastra o rosso vinosa. a comportamento dioico; sverna con uova durevoli sul ribes, sul quale svolge la prima parte del ciclo. In estate migra su piante di Lamium e Stachis, per poi fare ritorno in autunno sull ospite primario e concludere il ciclo con la deposizione delle uova durevoli a ridosso delle gemme. DIFESA: intervento con lambdacialotrina alla comparsa delle prime colonie. Afide pallido** (Hyperomyzus pallidus; Rinc. Afid.). Vive abitualmente sull uva spina, ma attacca anche il ribes. Gli afidi (atteri di colore verde pallido con sifoni rigonfi nella parte mediana e forme alate con sclerotizzazione dorsale trapezoidale, sifoni neri e rigonfi) colonizzano la vegetazione dei germogli. L afide è a comportamento dioico. Sverna con uova durevoli su ribes e uva spina, sui quali svolge la prima parte del ciclo, e in seguito migra su Sonchus arvensis. In autunno ritorna sugli ospiti primari per concludere il ciclo con la deposizione delle uova durevoli. DIFESA: intervento con lambdacialotrina o etofenprox. Afide verde del ribes* (Aphis grossulariae; Rinc. Afid.). Colonizza le foglie all apice dei germogli causando forti accartocciamenti. a comportamento dioico, con ospiti secondari rappresentati da piante di Epilobium. DIFESA: come per Cryptomyzus ribis. Agrilo verde* (Agrilus viridis ssp. ribesii; Col. Bupr.). Lungo 4,5-10 mm, è caratteriz- zato da una notevole variabilità cromatica (verde, blu, rosso rameico, bronzato, ecc.). Le larve scavano nel fusto di Ribes nigrum gallerie inizialmente sottoepidermiche per poi inoltrarsi progressivamente nel legno. Gli adulti compaiono in maggio e le femmine depongono le uova in placche di 6-7 elementi, ricoperte di muco che indurisce all aria. Le larve raggiungono la maturità in settembre-ottobre, quindi entrano in diapausa invernale per poi compiere la metamorfosi in aprile-maggio dell anno successivo. DIFESA: ricorso al taglio e alla bruciatura dei rami infestati. Cocciniglia bianca del gelso** (Pseudaulacaspis pentagona; Rinc. Diasp.). Infesta il fu- sto e le ramificazioni causando il disseccamento delle parti colpite e, talora, dell intera G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 612 5/30/18 9:55 AM ( g d s u p d in p M c in c m N d s c v R c la e S ( G t g s in T c a n n p D

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini