SEZIONE G

a o o e a. iia e a n ua a, a e o. o, na- e ti . z). r me uo. ua R Ribes (Ribes nigrum, R. rubrum) G 613 pianta. ®Gelso per i caratteri della cocciniglia e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con olio bianco alla nascita delle neanidi. Cocciniglia del ribes** (Quadraspidiotus lenticularis; Rinc. Diasp.). Infesta il fusto, le ramificazioni e le foglie causando il disseccamento delle parti colpite e, talora, dell intera pianta. Compie presumibilmente due generazioni all anno e sverna con neanidi di II età. DIFESA: intervento con olio bianco alla nascita delle neanidi, al manifestarsi dei primi insediamenti sulle foglie. Geometra del ribes e dell uva spina* (Abraxas grossulariata; Lepid. Geom.). Le larve (giallognole, con capo e stigmi neri, grandi macchie dorsali quadrangolari e nere, lunghe fino a 40 mm, che si muovono a compasso) divorano le foglie. Gli adulti (40 mm di apertura alare, con ali bianche fornite di macchie nere e bruno scure, disposte in serie trasversali e con quelle della parte mediana addensate) volano in luglio-agosto. Le uova sono deposte sulla pagina inferiore delle foglie e le larve nascono in settembre per poi ripararsi nel terreno fra le foglie secche e superare l inverno. In primavera riprendono l attività e, raggiunta la maturità, si incrisalidano nel terreno. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki, B. th. aizawai e spinosad solo in presenza di forte infestazione. Moscerino asiatico della frutta*** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappola innescate con aceto di mela 1 vino rosso 1 zucchero di canna o impiego di trappole commerciali innescate con attrattivo specifico; con catture di adulti in prossimità della maturazione intervento con fosmet. G Nasonovia** (Nasonovia ribisnigri; Rinc. Afid.). un afide con forme attere gialle dall addome interessato da strette bande trasversali appaiate, mentre le forme alate sono verdi con bande sclerificate trasversali. Svolge un olociclo dioico con ospiti secondari rappresentati soprattutto da composite (lattughe in particolare). DIFESA: intervento con lambda-cialotrina o etofenprox. Rodilegno giallo*** (Zeuzera pyrina; Lepid. Coss.). Le larve (gialle con punti neri, con capsula cefalica e placca toracica nere, lunghe 5 cm) scavano, nei rami, gallerie midollari che ne causano il disseccamento. ®Pero per gli altri aspetti morfologici dell insetto e la biologia. DIFESA: distruzione delle parti infestate ospitanti le larve. Sesia del ribes e dell uva spina*** (Synanthedon typuliformis; Lepid. Ses.). La larva (bianca con capo bruno, lunga fino a 2,5 cm) scava una galleria longitudinale dei rami. Gli adulti (15-20 mm di apertura alare, con addome nero lucente attraversato da fasce trasversali gialle) volano in giugno-luglio e le uova sono deposte in prossimità delle gemme. Le larve raggiungono la maturità nella successiva primavera, quindi si incrisalidano all interno dei rami danneggiati. DIFESA: asportazione e distruzione dei rami infestati dalle larve; intervento con spinosad alla nascita delle larve. Tentredine gialla* (Pteronidea ribesii; Imen. Tentred.). Le larve (lunghe 15 mm, con capo nero e addome verde chiaro con verruche pilifere nere) divorano le foglie. Gli adulti (6-8 mm di lunghezza) sono di colore giallo o aranciato nella femmina e nero nel maschio. Le uova sono inserite, allineate, entro i tessuti della nervatura mediana, nella pagina inferiore delle foglie. Le larve mature si imbozzolano nel terreno. Compie 2-4 generazioni all anno e trascorre l inverno come larva imbozzolata nel terreno. DIFESA: intervento con spinosad alla comparsa delle larve. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 613 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini