Riso

R Riso (Oryza sativa) marginale del lembo. Altri sintomi sono la decolorazione dei tessuti adiacenti alle nervature principali e malformazioni dei fiori che col tempo avvizziscono e cadono. L agente della malattia si trasmette con la propagazione agamica di piante infette e mediante l acaro delle gemme Cecidophyopsis ribes. DIFESA: consiste nella propagazione di piante sane, nell eliminazione delle piante infette e nella lotta contro il vettore. e e cie pnt e ee ire rci e en hi e n o. r- e a ie di o e n a ui, a e n- a n a G 615 Scolorazione perinervale* (Gooseberry vein banding associated virus 5 GVBAV, gen. Badnavirus). caratterizzata dalla decolorazione delle nervature principali e secondarie, e dei tessuti adiacenti a queste delle foglie della vegetazione primaverile. L agente della malattia si trasmette mediante la propagazione agamica di piante infette e tramite afidi in modo semipersistente. DIFESA: valgono le misure indicate per la virosi precedente. Riso (Oryza sativa) i Afide verde del riso* (Sipha glyceriae; Rinc. Afid.). un afide di colore verdastro che vive anche su piante infestanti presenti in risaia (poacee e ciperacee). Sverna come uovo durevole sulle infestanti, con nascita delle fondatrici dalla metà di marzo a quella di aprile, per poi infestare il riso dal mese di maggio. Con le sue punture causa la comparsa di striature necrotiche trasversali sul lembo fogliare e il conseguente disseccamento della parte distale della foglia. vettore del virus Rice yellow. DIFESA: non necessaria. G Calandra del grano** (Sitophilus granarius; Col. Drioft.). L insetto attacca i semi in ma- gazzino, all interno dei quali si sviluppa la larva. ®Frumento per i caratteri dell insetto, la biologia e la difesa. Calandra del riso*** (Sitophilus oryzae; Col. Drioft.). Attacca il riso lavorato in magaz- zino e all interno dei chicchi si sviluppa la larva. Cimice verde* (Nezara viridula; Rinc. Pentat.). La cimice è presente nelle risaie con un basso numero di individui. Ciò nonostante può risultare dannosa in quanto le punture, compiute sulle cariossidi nelle fasi di maturazione lattea e cerosa, portano alla comparsa di macchie nere che si evidenziano sul risone lavorato, tanto da penalizzarne il valore o da renderlo incommerciabile se le cariossidi macchiate superano il limite dello 0,25% (reg. Ce 3073/1995). DIFESA: mantenere pulite dalle infestanti le zone perimetrali delle risaie per ostacolare lo sviluppo della cimice e il suo passaggio sul riso. Miride del riso* (Trigonotylus caelestialium; Rinc. Mir.). Gli individui (5-6 mm di lun- ghezza, antenne escluse) sono di colore verde, con antenne, estremità delle tibie e tarsi rossastri. Compie 3 generazioni all anno (talora 2 quando alcune uova della seconda generazione entrano in dormienza e queste si schiudono solo nella primavera successiva) e sverna allo stato di uovo deposto su graminacee spontanee, soprattutto su erba canina o dente di cane (Cynodon dactylon). La schiusura delle uova avviene in aprile-maggio, quando si arriva alle 14 ore di luce. Sulle graminacee spontanee si completa la prima generazione, con comparsa degli adulti alla fine di giugno o all inizio di luglio, destinati a invadere il riso. Le femmine depongono le uova tra la guaina e il culmo delle piante, sovente in corrispondenza della ligula. Il periodo d incubazione passa dai 12-13 giorni con 20 °C a soli 6 gg con 30 °C e gli adulti si hanno all inizio di agosto, dopo 5 età. Agli inizi di settembre sono presenti gli adulti della terza generazione, le cui femmine fecondate depongono le uova svernanti. L inverno può essere superato anche dalle G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 615 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini