SEZIONE G

e eril e e ra ae. le a a e n aa e e ae. R Riso (Oryza sativa) crt Coppetta (Triops cancriformis; Notostr. Triops.). lunga 4-5 cm e caratterizzata da uno scudo dorsale (carapace) che ricopre il cefalotorace e da una forca caudale costituita da due lunghi filamenti. Si alimenta di alghe, plancton, anellidi, larve di zanzara e perfino di girini. In Italia è presente con individui ermafroditi, mentre in altre parti del mondo le popolazioni sono costituite da entrambi i sessi. assai resistente alla siccità e le sue uova, in assenza di acqua, possono rimanere vitali nel terreno per decenni per poi schiudersi con il ritorno dell acqua. Nella sua opera di ricerca dell alimento smuove la superficie del terreno e intorbidisce l acqua, disturbando in tal modo la germinazione dei semi e la radicazione delle plantule, con conseguente comparsa di fallanze nella coltivazione, soprattutto vicino alle canalizzazioni. DIFESA: immissione dell acqua nelle camere di risaia solo al momento della semina e mantenimento in asciutta del terreno dopo la trebbiatura. Gambero rosso della Louisiana*** (Procambarus clarkii; Concostr., Cambar.). L adul- to è un gambero alieno, di colore rosso, che raggiunge la taglia di 15 cm. Si rende dannoso con la sua attività di scavo in quanto rimuove i semi in germinazione e le plantule e con le sue tane causa perdite di acqua dagli arginelli. DIFESA: difficoltosa anche con la raccolta degli individui per l impossibilità di abbassare in maniera significativa la popolazione dei gamberi. c Marciume delle radici* (Pythium spp.; Oomycota). Il patogeno vive nel terreno e colpisce le plantule con un processo di marcescenza che interessa le radici e il colletto, causandone l avvizzimento. Le infezioni sono favorite dagli attacchi larvali del punteruolo Lissorhoptrus oryzophilus. DIFESA: non effettuare semine precoci dove si utilizzano acque fredde. G Muffa d acqua* (Saprolegnia spp., Oomycota). Il patogeno colpisce i semi in acqua, invadendoli con un intreccio di ife, per cui non riescono a germinare. Il patogeno è presente nel terreno e si sviluppa appunto sui semi allorquando la temperatura delle acque è bassa (es. 13 °C) o supera i 27 °C. DIFESA: evitare semine troppo precoci, soprattutto nelle aree risicole dove le acque sono fredde. ni en a a, m, e a. cà e ai n n ael a e o a a; G 617 f Alternariosi o necrosi fogliare* (Alternaria spp.; Asc.). Si manifesta sulle pannocchie con lievi necrosi sulle glume e macchie ovali o allungate di colore scuro. Il patogeno sopravvive nel terreno nonché sul seme con conidi o con micelio localizzato nell endosperma e nell embrione ed è in grado di attaccare anche le plantule nate da seme sano, ma sofferenti. DIFESA: la concia del seme consente di devitalizzare solo i conidi presenti all esterno del seme, ma può ritenersi sufficiente considerata la scarsa incidenza della malattia. Brusone*** (Pyricularia oryzae, syn. Magnaporte oryzae ; Asc.). La malattia si manifesta con macchie affusolate delle dimensioni di 1-5 3 0,5 mm, inizialmente bruno-rossastre e successivamente grigiastre con bordo scuro, per cui tale sintomatologia è conosciuta come brusone . Necrosi compaiono a livello dei nodi ( mal del nodo ) o alla base della pannocchia ( mal del collo ). Le pannocchie hanno un portamento eretto, in quanto leggere per la presenza di spighette sterili, glumelle biancastre o grigio cenere. Il patogeno si conserva come micelio sulle stoppie, sui semi e su graminacee infestanti. Lo sviluppo della malattia è favorito da abbassamenti termici, dalla presenza di rugiada fino alle tarde ore del mattino, da bagnature fogliari per 10-12 ore, da tassi di U.R. dell 85-90%, dall immissione nelle camere di risaia di acque fredde, da grandinate e dagli eccessivi apporti azotati. DIFESA: coltivare varietà poco sensibili; impiegare seme conciato; trattare la risaia in asciutta tra le fasi di boldicella e fine spigatura (es. con azoxystrobin, azoxystrobin 1 difenoconazole, picoxystrobin, flutriafol); evitare eccessivi apporti azotati e semine troppo fitte o ritardate. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 617 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini