SEZIONE G

G01_2_Fitopatologia.indd 62 VIRGAVIRIDAE BENYVIRIDAE POTYVIRIDAE CLOSTEROVIRIDAE BETAFLEXIVIRIDAE ALPHAFLEXIVIRIDAE Famiglia (segue ) Specie tipo Virioni filamentosi Virus X dello scalogno (ShVX) Allexivirus Virus latente del loglio (LoLV) Lolavirus Virus indiano della maculatura anulare degli agrumi (ICRSV) Mandaravirus Virus X della patata (PVX) Potexvirus Virus della scanalatura del tronco del melo (ASGV) Capillovirus Virus latente del garofano (CLV) Carlavirus Virus della maculatura fogliare degli agrumi (CLBV) Citrivirus Virus della butteratura del tronco del melo (ASPV) Foveavirus Virus T della patata (PVT) Tepovirus Virus della maculatura clorotica fogliare del melo (ACLSV) Trichovirus Virus A della vite (GVA) Vitivirus Virus 3 associato all accartocciamento fogliare della vite (GLRaV-3) Ampelovirus Virus del giallume della bietola (BYV) Closterovirus Virus del giallume infettivo della lattuga (LIYV) Crinivirus Virus 7 associato all accartocciamento fogliare della vite (GLRaV-7) Velavirus Virus del mosaico giallo dell orzo (BaYMV) Bymovirus Virus Y del mirtillo (BLVY) Brambyvirus Virus della maculatura lieve della patata dolce (SPMMV) Ipomovirus Virus del mosaico della maclura (MacMV) Macluravirus Virus del mosaico del Triticum (TriMV) Poacevirus Virus Y della patata (PVY) Potyvirus Virus del mosaico del loglio (RGMV) Rymovirus Virus del mosaico striato del grano (WSMV) Tritimovirus Virioni a bastoncino Virus dell ingiallimento nervale necrotico della bietola (BNYVV) Benyvirus Virus del mosaico del frumento trasmesso attraverso il terreno (SBWMV) Furovirus Virus del mosaico striato dell orzo (BSMV) Hordeivirus Virus della pianta cespugliosa dell arachide (PCV) Pecluvirus Virus del nanismo maculato della patata (PMTV) Pomovirus Virus del mosaico del tabacco (TMV) Tobamovirus Virus rattle del tabacco (TRV) Tobravirus Generi non riuniti in famiglie Virus C della leprosi degli agrumi (CiLV-C) Cilevirus Virus 2 della maculatura verde dell ibisco (HGSV-2) Higrevirus Virus del rachitismo cespuglioso del lampone (RDBV) Idaeovirus Virus Ourmia del melone (OuMV) Ourmiavirus Virus latente della poinsettia (PnLV) Polemovirus Virus del mosaico meridionale del fagiolo (SBMV) Sobemovirus Virioni instabili di forma indeterminata Virus della maculatura della carota (CMoV) Umbravirus Genere G 62 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE 5/30/18 9:00 AM n d In te ta p v v c in E n a m m v p s il d la g c tr 1 li p v r s d R n d p s c s c d fi c n e c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini