SEZIONE G

R Robinia (Robinia pseudacacia) e eo e n di popolazioni, causando l ingiallimento e la caduta delle foglie. Sverna allo stato di uovo durevole e svolge l intero ciclo sulla robinia. DIFESA: come per Aphis craccivora. Cecidomia fogliare della robinia* (Obolodiplosis robiniae; Ditt. Cecid.). Gli adulti, lunghi appena 1,5-1,8 mm, compaiono all inizio della primavera e vivono 1-2 giorni, durante i quali si accoppiano. Le femmine depongono le uova sulle foglioline e le larve causano la comparsa di una pseudogalla inizialmente verde, quindi color vinaccia. Nel corso della stagione vegetativa si susseguono più generazioni e l inverno viene superato come larva nel terreno, protetta entro un bozzoletto. DIFESA: non necessaria. e nIl edi di o si a un Lecanio del corniolo* (Parthenolecanium corni; Rinc. Cocc.). una cocciniglia le cui femmine, al momento dell ovodeposizione, assumono una forma gibbosa (dimensioni 4-5 3 3-4 mm), talora carenata longitudinalmente sul dorso, e un colore rossastro. Il maschio si forma entro un follicolo dall aspetto vitreo di forma subrettangolare (2 3 1 mm). Infesta i rametti e produce melata che consente lo sviluppo di fumaggine. ®Albicocco per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Minatore a placca della robinia** (Phyllonorycter robiniellus; Lepid. Gracill.). La larva forma una mina fogliare di forma ovale (ofiostigmatonomio) visibile sul lato inferiore della foglia, mentre sul lato superiore la mina è visibile per l increspamento della corrispondente parte del lembo. Compie 4 generazioni all anno con incrisalidamento della larva matura in un bozzoletto ovale ricavato all interno della mina fogliare. Non è chiara la modalità di svernamento. DIFESA: non necessaria. me di r e oti G Metcalfa** (Metcalfa pruinosa; Rinc. Flat.). L insetto infesta la pagina inferiore delle foglie, dove le forme giovanili (appiattite, coperte di bianca secrezione cerosa e con due pennelli cerosi caudali) producono bianche secrezioni cerose. Gli adulti (7-9 mm di lunghezza, con ali grigio-brune interessate da variegature chiare) producono abbondante melata che attira le api e consente lo sviluppo della fumaggine. Compie una sola generazione all anno con svernamento da parte di uova inserite nelle screpolature corticali. La chiusura avviene dal mese di maggio e continua per un paio di mesi. Gli adulti compaiono dalla metà di giugno, dopo 40-45 giorni dalla nascita delle neanidi. DIFESA: di norma non opportuna, ma sulle piante in vivaio un eventuale trattamento con etofenprox può essere realizzato alla nascita delle neanidi, evitando successivi interventi in presenza di melata per non danneggiare le api; ricorso al lancio dell antagonista Neodryinus typhlocybae. e nni o si s, e e, o di n- oo. di G 621 Minatore fogliare della robinia* (Parectopa robiniella; Lepid. Gracill.). La larva forma un ampia mina a chiazza con espansioni digitiformi. Il minatore compie 2 generazioni all anno e sverna come larva matura nel terreno, protetta all interno di un bozzoletto sericeo. DIFESA: non necessaria. e Eriofide della robinia* (Aculops allotrichus; Acar. Eriof.). Attacca gli apici vegetativi per cui le foglie rimangono piccole, sono affette da docciatura del lembo e coperte da una pruina biancastra costituita da una massa di individui in diversi stadi di sviluppo. In seguito le foglie ingialliscono e cadono per cui i rametti rimangono spogli di vegetazione. L eriofide sverna con femmine deutogine riparate nelle anfrattuosità corticali e compie svariate generazioni all anno, accavallate fra loro. DIFESA: in vivaio e sulle giovani robinie ornamentali intervenire alla ripresa vegetativa impiegando comuni acaricidi. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 621 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini