SEZIONE G

G 624 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE legnose appaiono brunastre, spesso solo su un lato, mentre in sezione trasversale l alterazione cromatica è a forma di cuneo con la punta verso il centro. DIFESA: asportare e distruggere le parti colpite. 1 r lo d Disseccamento dei bottoni fiorali* (Seifertia azaleae, syn. Pycnostysanus azaleae, P Briosia azalee; Asc.). La malattia si manifesta con il disseccamento dei bottoni fiorali, alla cui superficie si forma una muffa costituita da elementi la cui sommità è a forma di testa di chiodo . DIFESA: asportare e distruggere i bottoni fiorali colpiti; intervenire contro il vettore Graphocephala fennahi; trattare con sali di rame per prevenire nuove infezioni. Falsa bolla** (Exobasidium spp.; Asc.). Si manifesta con galle e bollosità su foglie, fiori e germogli, la cui superficie appare bianca lattiginosa o rossastra, vellutata e pruinosa. Le bollosità si colorano anche di rosso vivo. In seguito le parti colpite disseccano. Nel caso di coinvolgimento dei germogli, si ha una forte proliferazione di gemme o l emissione di vegetazione avventizia, tanto da assumere un aspetto noto come scopa della strega . Lo svernamento avviene con basidiospore in mezzo alle squame delle gemme. Queste germinano in presenza di elevata umidità ambientale e producono un micelio intercellulare con austori fissati sulle cellule, per poi formare basidi che, in fitta palizzata, erompono all esterno dopo aver forzato la cuticola. Non essendo presenti corpi fruttiferi specifici e mancando una specializzazione dei basidi, è difficile risalire alla specie del genere Exobasidium, ma la specie più comune sarebbe E. rhododendri. DIFESA: asportare e bruciare le parti colpite, prima della comparsa della formazione pruinosa e vellutata del fungo; arieggiare le serre per abbassare il tasso di U.R.; ricorrere a interventi con sali rameici in autunno e poco prima della schiusura delle gemme. Maculatura fogliare* (Phyllosticta cunninghamiae ; Asc.). La malattia si manifesta con macchie scure, generalmente con zonature, localizzate sul bordo o all apice fogliare. Nell ambito di tali macchie, sulla pagina superiore, compaiono punteggiature nere costituite da picnidi che rilasciano picnoconidi destinati ad avviare nuove infezioni. DIFESA: ricorrere a interventi con prodotti rameici. fe s in fo c R s s le d 2 S Q b b Marciume radicale* (Armillaria mellea; Bas.). Determina il marciume delle radici e del- la zona del colletto, con formazione di un micelio fibroso di colore bianco che invade, a ventaglio, i tessuti sottocorticali. ®Melo per gli aspetti biologici e la difesa. Muffa grigia* (tel. Botryotinia fukeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Si manifesta all ini- zio della stagione vegetativa con macchie necrotiche, nell ambito delle quali si sviluppa una muffa grigio cenere. Le infezioni sono favorite da un andamento stagionale freddo e piovoso. DIFESA: in genere non sono necessari interventi per i limitati danni arrecati. Ovulinia o disseccamento dei petali* (Ovulinia azaleae, syn. Ovulitis azaleae ; Asc.). Si manifesta con l avvizzimento dei fiori colpiti da macchie delle dimensioni di circa G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 624 5/30/18 9:55 AM d p e r fis C s ir s p Mal bianco* (Erysiphe penicellata, syn. Microsphaera vaccinii, M. penicillata/Podo- sphaera pannosa, syn. Sphaerotheca pannosa ecc.; Asc.). Responsabile della malattia è stato riconosciuto Erysiphe penicellata, ma ora le infezioni sarebbero attribuite anche ad altre specie. Le foglie vengono invase dal bianco e farinoso micelio, nell ambito del quale si formano anche i cleistoteci. Lo svernamento avviene come micelio nelle gemme e non c è certezza che possa avvenire anche con ascospore. DIFESA: ricorrere al trattamento con zolfo. T i A v C p ( A c s r m le a a s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini