Rosa

R Rosa (Rosa spp.) le 1 mm, dall aspetto acquoso, che poi si ampliano e diventano viscose. I fiori colpiti rimangono attaccati alla pianta e su essi si formano placche scleroziali discoidali di colore nero e delle dimensioni di 2-8 mm, che costituiscono gli organi di conservazione del fungo. ®Azalea per gli atri aspetti e per la difesa. e, i, di e e ri a. o. o a e n a ti e i. e e- n e. e i. a e o e e le, ia o i. ). a G 625 Pestalozzia* (Pestalotiopsis guepinii, syn. Pestalosphaeria concentrica; Asc.). Si mani- festa con macchie biancastre di forma rotondeggiante od ovale, nell ambito delle quali si differenziano pustole nere (acervuli) che rilasciano conidi destinati ad avviare nuove infezioni. DIFESA: evitare gli eccessivi apporti irrigui; ricorrere a concimazioni con fosforo e potassio; asportare e distruggere le foglie colpite e ricorrere al trattamento con prodotti rameici. Ruggine* (Chrysomyxa rhododendri; Bas.). Le infezioni si manifestano con la compar- sa di piccole macchie giallastre sulla pagina superiore delle foglie, cui corrispondono sulla pagina inferiore pustole che a maturità lasciano fuoriuscire una massa polverulenta e rugginosa di spore. Il patogeno svolge parte del ciclo sugli abeti, sui cui aghi determina la comparsa di picnidi, seguiti da ecidi vescicolosi di colore giallo e lunghi 2-3 mm che rilasciano ecidiospore destinate a infettare nella tarda estate i rododendri. Sulle foglie di questi si formano pustole uredosoriche e, più tardi, teleutosoriche. Queste ultime rilasciano teleutospore che, germinando, formano un basidio le cui basidiospore infettano gli aghi degli abeti. DIFESA: ricorso al trattamento con triazoli. b G Tumore batterico (Agrobacterium tumefaciens; Gracilicutes). Si manifesta nella zona del colletto con masse tumorali. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: utilizzare piante sane per ricavare materiale di propagazione; impiegare vasi e attrezzi sterilizzati; evitare di lesionare le piante al colletto e alle radici e disinfettare le ferite con preparati rameici. fis Clorosi ferrica*. Si tratta di una manifestazione che interessa le piante che vegetano su terreni ricchi di calcare attivo o su terriccio divenuto alcalino in seguito a ripetute irrigazioni con acque ricche di calcio, dove il ferro, divenuto insolubile, non è reso disponibile per la pianta. DIFESA: distribuire nel terreno o per via fogliare chelati di ferro; per le piante in vaso rinnovare il terriccio divenuto alcalino. Rosa (Rosa spp.) i Afide della rosa*** (Macrosiphum rosae; Rinc. Afid.). un afide con individui di colore verde o rosa e con sifoni neri. Infesta i germogli, le giovani foglie e i bottoni fiorali. Compie più generazioni all anno e sverna allo stato di uovo durevole deposto sulle parti legnose. DIFESA: intervento primaverile, alla comparsa delle colonie, con aficidi (pirimicarb, imidacloprid, thiametoxam, ecc.). Argidi delle rose*** (Arge ochropus, Arge pagana; Imen. Arg.). Le larve (di colore verde con capo nero fino alla penultima età e aranciato nell ultima, con addome fornito di serie trasversali di grosse verruche pilifere nere di varia ampiezza) divorano le foglie, rispettando solo le nervature più grosse. Gli adulti (7-9 mm di lunghezza) hanno l addome quasi interamente giallo rossastro e le due specie si distinguono essenzialmente per le zampe interamente nere in Arge pagana e gialle (tranne l estremità della tibia degli articoli tarsali e pretarsali) in A. ochropus. Arge pagana compie fino a 3 generazioni all anno, mentre A. ochropus è univoltina. Le femmine depongono le uova, disposte in serie su una sola fila (in A. ochropus) o in due file disposte a spina di pesce per l altra G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 625 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini