Rosmarino

R Rosmarimo (Rosmarinus officinalis) e n a o go r imi Macchie nere*** (Diplocarpon rosae, syn. Marssonina rosae ; Asc.). Si manifesta sulle Si o a e aa o e i, e e a ei, è ati a, i- a ln iel a e. e, o. re. n r- G 629 v foglie con macchie rotondeggianti di colore nero, con successivo ingiallimento dei tessuti circostanti e defogliazioni. Nell ambito delle macchie si differenziano, sulla pagina superiore, acervuli che emettono un essudato mucillagginoso contenente i conidi. Questi germinano e perforano la cuticola, originando un micelio che si sviluppa sotto l epidermide causando la disorganizzazione e la morte dei tessuti. Le infezioni avvengono con temperature di 13-30 °C, con un optimum di 26 °C ed elevata umidità, mentre oltre i 33 °C i conidi si devitalizzano e sotto i 13 °C cala sensibilmente la virulenza del patogeno. Questo sopravvive generalmente come micelio in ammassi stromatici nelle foglie infette cadute al suolo o rimaste sulla pianta. La forma ascofora di Diplocarpon rosae si differenzia occasionalmente in inverno in seno alle foglie cadute al suolo. DIFESA: raccogliere e distruggere le foglie cadute a terra; ricorrere a trattamenti con sali rameici, triazoli, dodina. Ruggine*** (Phragmidium mucronatum; Bas.). Si manifesta sulla pagina inferiore delle foglie con pustole che lasciano fuoriuscire una massa polverulenta di spore giallastre (uredospore) o nerastre (teleutospore). Pustole rugginose possono comparire anche sul picciolo fogliare, sui germogli e sui peduncoli fiorali. Il patogeno si conserva con teleutospore che, germinando, producono un basidio con relative basidiospore. Queste infettano le foglie producendo sulla pagina superiore picnidi, cui corrispondono sulla pagina inferiore ecidi le cui ecidiospore portano poi alla comparsa delle pustole uredosoriche. Le infezioni sono favorite da periodi umidi e piovosi e da temperature intorno ai 20°C, per cui si sviluppano per lo più sul finire dell estate. DIFESA: ricorso al trattamento con preparati rameici, triazoli. Mosaico* (Prunus necrotic ringspot virus 5 PNRSV, gen. Ilarvirus; Apple mosaic Virus 5 ApMv, gen. Ilarvirus). Si riconosce per la presenza su alcune foglie di bande sinuose, di un colore che varia dal verde chiaro al giallo vivo, talora simmetriche rispetto a una nervatura o a forma di foglia di quercia, accompagnate spesso da una maculatura clorotica irregolare o dall ingiallimento dei tessuti adiacenti alle nervature. I sintomi, evidenti in primavera, tendono ad attenuarsi fino a scomparire nel corso dell estate. I virus agenti del mosaico si diffondono con il materiale di propagazione vegetativa infetto. DIFESA: propagazione di piante sane. G Rosmarino (Rosmarinus officinalis) i Cicalina delle piante officinali* (Eupteryx decemnotata; Rinc. Cicadell.). Con le nu- merose punture determina depigmentazioni e disseccamenti della vegetazione. Sverna allo stato adulto e compie 2-3 generazioni all anno. DIFESA: non necessaria. Crisomela americana*** (Chrysolina americana; Col. Crisom.). L adulto (6-8 mm di lunghezza) ha le elitre verdi, percorse ciascuna da 5 bande longitudinali rosso dorate. Le larve (8-9 mm di lunghezza) sono grigiastre, con il dorso percorso da 5 linee longitudinali più scure. Adulti e larve divorano le foglie, riuscendo talora a distruggere gran parte della vegetazione. L insetto sverna con diversi stadi evolutivi (uova, larve e adulti). Le larve mature compiono la metamorfosi nel terreno e i nuovi adulti fuoriescono in autunno, dopo una diapausa estiva. DIFESA: non necessaria o, al più, raccolta manuale di larve e adulti. Iceria* (Icerya purchasi; Rinc. Monofl.). La cocciniglia, facilmente riconoscibile per il suo vistoso ovisacco bianco candido percorso da carene longitudinali, infesta le ramificazioni causando deperimenti vegetativi e la sua melata imbratta la vegetazione, favorendo lo sviluppo della fumaggine. Le infestazioni sono del tutto occasionali. ®Limone per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 629 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini