SEZIONE G

G 630 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Alternariosi* (Alternaria sp.; Asc.). Si manifesta con macchie fogliari di colore bruno scuro con zonature concentriche, interessanti talora l intera superficie fogliare. DIFESA: ricorso al trattamento con preparati rameici alla comparsa della malattia. Foma (Phoma multirostrata; Asc.). Trattasi di una malattia che causa la comparsa di lesioni brunastre sui rametti, con conseguente ripiegamento dell apice, colorazione scura corticale in corrispondenza della piegatura, piccole fessurazioni e infine disseccamento dei rami colpiti. Colpite sono le piante in vaso, negli impianti fitti con sofferenza vegetativa. DIFESA: mantenere le piante in buono stato vegetativo; non eccedere con la concimazione azotata; evitare gli impianti fitti; trattare le piante, soprattutto dopo violente piogge, impiegando sali di rame. Macchie nere* (Colletotrichum gloeosporoides, syn. Glomerella cingulata ; Asc.). La malattia si manifesta sulle foglie con macchie rotondeggianti di colore bruno scuro e infine nere, con netto contorno, che possono confluire e interessare gran parte della foglia. Nell ambito delle macchie si formano fruttificazioni (acervuli) che liberano conidi destinati alla diffusione delle infezioni. DIFESA: ricorrere al trattamento con preparati rameici. Marciume del colletto* (Tanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani ; Asc.). La malattia si manifesta con la comparsa di una necrosi che interessa la zona del colletto e le radici. Alla superficie delle parti alterate compare una muffa bianca (micelio), nell ambito della quale si differenziano corpiccioli di forma sferica (sclerozi) che, insieme al micelio, consentono al fungo di perpetuarsi. La forma ascofora di T. cucumeris compare raramente. Il fungo responsabile vive nel terreno, talora allo stato saprofitario sui resti di diverse piante. DIFESA: nella preparazione del substrato dei vasi, mescolare al terriccio Trichoderma harzianum 1 T. viride e ripetere la distribuzione alla superficie del terriccio dopo una settimana dal trapianto delle talee. Marciume radicale** (Armillaria mellea; Bas.). Il patogeno determina la marcescenza delle radici e del colletto, i cui tessuti sono invasi da una vegetazione fibrosa di colore bianco. Le piante colpite deperiscono progressivamente e infine muoiono. DIFESA: evitare i ristagni di acqua nei vasi; asportare e bruciare le piante colpite; non riutilizzare il terriccio che ha ospitato piante colpite dalla malattia. b Batteriosi* (Pseudomonas viridiflava, Xanthomonas campestris, Pantoea spp.; Gracilicutes). Si manifesta sulle foglie con piccole macchie (0,2-0,5 mm di diametro) di colore bruno scuro e infine necrotiche. DIFESA: ricorso ad applicazioni con preparati rameici alla comparsa della malattia. Tumore batterico* (Agrobacterium tumefaciens; Gracilicutes). Si manifesta con la comparsa di masse tumorali localizzate al colletto della pianta, sul fusto e sulle grosse ramificazioini. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: impiegare talee ricavate da piante sane; distruggere le piante colpite. Giallume * (Candidatus Phytoplasma solani; Mollicutes). Si manifesta con una forma ftpl di ingiallimento vegetativo riguardante parti o l intero apparato fogliare. Il fitoplasma viene trasmesso con le punture di cicadellidi aspecifici. DIFESA: ricavare talee da piante sane; distruggere le piante sintomatiche. Virus del mosaico dell erba medica* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). v Si manifesta con ingiallimenti che riguardano parte o l intero lembo fogliare. Il virus si trasmette in maniera non persistente con le punture di insetti: DIFESA: ricavare le talee da piante sane e distruggere quelle colpite. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 630 5/30/18 9:55 AM i A c r d S ta A b b B te e a d u C a e L d li in N d o C g m c n C d p C g n a L in c S a c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini