Rucola perenne Rucola annuale

R Rucola perenne (Diplotaxis pendula) e Rucola annuale (Eruca sativa) Ruggine** (Phragmidium bulbosum; Bas.). Trattasi di una ruggine autoica. Si manifesta r a oco; eo e ui a a o o a, o no vi r). e p- 5 e ea o. à oe a mi e oi. e o uel G 633 con la comparsa di pustole rugginose sulla pagina inferiore delle foglie. Queste pustole rilasciano uredospore che diffondono le infezioni e teleutospore destinate a superare l inverno. Queste, in primavera, germinano e producono un basidio le cui basidiospore infettano in primavera le foglie dei rovi avviando così le infezioni La malattia si manifesta soprattutto in estate avanzata o all inizio dell autunno, favorita da piogge e condizioni di elevata umidità ambientale. Oltre alla suddetta specie, si affiancano anche altre specie rappresentate da Phragmidium rubi-idaei, Phragmidium violaceum, Hamasporaea longissima, Kuehneola uredinis, ecc. DIFESA: in genere non necessaria o eventuale ricorso a trattamenti con preparati rameici. Septoriosi* (Sphaerulina westendorpii, syn. Septoria rubi ; Asc.). Si manifesta in gene- re a stagione avanzata con numerose piccole macchie rotondeggianti di colore rossobruno, nell ambito delle quali compaiono elementi puntiformi neri (picnidi) che rilasciano conidi destinati a originare nuove infezioni. In autunno compaiono anche le fruttificazioni della forma ascofora, rappresentate da periteci i cui aschi liberano nella nuova stagione ascospore. DIFESA: non necessaria o eventuale ricorso al trattamento con sali di rame. G Rucola perenne (Diplotaxis pendula) e Rucola annuale (Eruca sativa) i Altiche delle Crucifere*** (Phyllotreta nemorum, Ph. undulata, Ph. vittula, Ph. striola- ta, Ph. atra, Ph. nigripes, Ph. cruciferae; Col. Crisom.). Gli adulti sono unicolori, neri o con livrea blu metallica (Ph. atra, nigripes e cruciferae) oppure hanno elitre percorse da una banda longitudinale gialla (Phyllotreta nemorum, undulata, vittula, striolata). Sulle foglie compiono una moltitudine di piccole erosioni rotondeggianti. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento nei confronti degli adulti con piretroidi (es. deltametrina), etofenprox. Cavolaia** (Pieris brassicae; Lepid. Pier.). Le larve vivono gregarie, almeno durante le prime fasi del loro sviluppo, e divorano le foglie. ®Cavoli per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso al trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki, piretroidi, etofenprox, ecc. Cecidomia delle silique** (Dasineura brassicae; Ditt. Cecid.). Le femmine depongono le uova nelle silique fessurate o danneggiate dal punteruolo. Le larve si sviluppano all interno della siliqua, distruggendo i semi. ®Cavolo per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Cimici dei cavoli*** (Eurydema oleraceum, E. ornatum, E. ventral; Rinc. Pentat.). Gli adulti e le forme giovanili compiono punture sulle foglie e sulle silique causando su queste ultime l aborto dei semi contenuti. ®Cavolo per gli aspetti morfologici e biologici delle singole specie. DIFESA: sulle colture da seme, eventuale ricorso al trattamento con piretro. Falso afide ceroso** (Lipaphis pseudobrassicae 5 L. erysimi; Rinc. Afid.). Infesta le fo- glie e, soprattutto, le ramificazioni delle piante portaseme. ®Cavolo per i caratteri morfologici dell afide e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con pirimicarb o piretro. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 633 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini