Sambuco

S Sambuco (Sambucus nigra) Tortrice mediterranea del garofano*** (Cacoecimorpha pronubana; Lepid. Tortr.). Le rù i. o - n n a. lhi e c a a, di a e ei f v di o u G Sambuco (Sambucus nigra) invade foglie e infiorescenze. In estate migra sugli organi sotterranei di piante dei generi Rumex, Silene, Lychnis e Cerastium. Compie di norma un olociclo dioico con parziale paraciclo o un anolociclo con svernamento sulle radici del sambuco. DIFESA: non necessaria. ). oe. ine larve (di colore verde, lunghe fino a 22-25 mm) compiono erosioni fogliari. La specie è notevolmente polifaga e all aperto compie 4 generazioni all anno, con svernamento allo stato di larva protetta all interno di un astuccio sericeo e pronta a riprendere l attività allorquando la temperatura ambientale supera i 9 °C. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki solo in caso di forti presenze larvali. Peronospora (Peronospora lamii; Oomycota). La malattia si manifesta con la comparsa di macchie nere a contorno ben definito, spesso da limitate dalle nervature. Macchie nere possono comparire anche sui germogli. Colpite sono le piante che vegetano in posizioni ombreggiate, umide e scarsamente ventilate. Lo svernamento avviene con oospore che si formano in seno alle foglie peronosporate. DIFESA: ricorso a interventi con antiperonosporici (es. rameici, metalaxyl-M 1 rame, mandipropamid, azoxystrobin, dimethromorph 1 pyraclostrobin). Mal bianco (Oidium sp.; Asc.). Si manifesta sulle foglie con macchie rotondeggianti con efflorescenza bianca dall aspetto farinoso. Le infezioni sono favorite dal caldo umido e ostacolate dalle piogge. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con zolfi. Giallume* (Broad bean wilt virus 5 BBWV, gen. Fabavirus). Si manifesta con un giallume diffuso sulle foglie, associato a piccole macchie necrotiche lungo i bordi. Per gli aspetti epidemiologici e la DIFESA: ®Maculatura clorotica della fava. Mosaico giallo* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). Si evidenzia con un mosaico giallo internervale, ben evidente soprattutto sulle foglie più giovani. Per gli aspetti epidemiologici ®Mosaico dell erba medica. DIFESA: propagazione di piante sane. Afide del sambuco** (Aphis sambuci; Rinc. Afid.). un afide verde scuro nerastro che ee em- oe e. G 637 e v Moscerino asiatico della frutta** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). Le larve causano il disfacimento delle bacche. I danni sono di insignificante importanza, ma le infestazioni su questa pianta consentono il susseguirsi di generazioni su altre piante ospiti. ®Albicocco per gli aspetti morfologici e quelli biologici. DIFESA: non giustificata. Tripide* (Thrips fuscipennis; Tisan. Trip.). Infesta la pagina inferiore delle foglie, imbrattandole con numerose goccioline puntiformi dall aspetto catramoso, causando depigmentazioni e disseccamenti fogliari. Le infestazioni sono occasionali e riguardano piante allevate con finalità ornamentale. DIFESA: non necessaria. Eriofide del sambuco* (Epitrimerus trilobus; Acar. Eriof.). Determina vistose deformazioni fogliari con ispessimento dei tessuti, arrotolamento del margine e bollosità. Sverna con femmine riparate nelle gemme. DIFESA: non necessaria. Maculatura* (Cherry leaf roll virus 5 CLRV, gen. Nepovirus). La malattia è caratterizzata da maculature clorotiche variamente estese della lamina fogliare, talora accompagnate da malformazioni del lembo. In natura CLRV si trasmette per polline e per seme. DIFESA: non necessaria. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 637 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini