SEZIONE G

S Sedano (Apium graveolens) Mosca del sedano** (Euleia heraclei; Ditt Tefrit.). Le larve (bianche, apode, lunghe fino a 5-6 mm) scavano ampie mine fogliari, rispettando le due epidermidi. Gli adulti sono mosche giallo-rossastre o nero-lucenti, lunghe circa 5 mm; le femmine depongono le uova entro i tessuti fogliari. Il dittero compie 4 generazioni all anno e sverna con pupari nel terreno. DIFESA: intervento su mine iniziali con azadiractina. e ù eu- Mosca delle carote*** (Chamaepsila rosae; Ditt. Tefrit.). Le larve (apode, biancastre, lunghe fino a 6-8 mm) scavano gallerie nella parte interrata, favorendo l insediamento di marciumi batterici. ®Carota per gli altri caratteri del dittero e il comportamento biologico. DIFESA: intervento in occasione del volo degli adulti con l impiego di azadiractina e deltametrina. Mosca minatrice sud-americana*** (Liriomyza huidobrensis; Ditt. Agrom.). Le fem- mine compiono con l ovopositore una moltitudine di piccole punture di nutrizione e di ovodeposizione, lasciando il lembo disseminato di puntiformi lesioni necrotiche. Le larve scavano mine fogliari che, se numerose, possono interessare l intero lembo fogliare. ®Pomodoro per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: interventi con abamectina, ciromazina e azadiractina al manifestarsi delle punture degli adulti o delle mine iniziali. e ù ti Piralide defogliatrice** (Udea ferrugalis; Lepid. Cramb.). Le larve (verdi con linea lon- eie. ). a mdi li n ouo o ) n e a. a. i, ti s a- G 639 gitudinale più scura, lunghe a maturità circa 10 mm) compiono erosioni sul germoglio centrale e sul lato interno delle coste fogliari, causando il deprezzamento della produzione e l insediamento di marciume umido da Peudomonas marginalis. Il lepidottero compie fino a 4 generazioni all anno e sverna come larva imbozzolata nel terreno. Gli adulti (circa 20 mm di apertura alare, con ali anteriori bruno-rossastre con fascia submarginale esterna giallo ocra) volano in maggio, a metà luglio, in settembre e in ottobre. DIFESA: intervento tempestivo, prima che le larve raggiungano il germoglio centrale, utilizzando Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, azadiractina e piretroidi (deltametrina, lambdacialotrina). G Ragnetto rosso comune*** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). Con le sue punture di nutrizione causa depigmentazioni e necrosi puntiformi e, spesso, il disseccamento delle foglie. La vegetazione viene sovente avvolta dalle tessiture sericee dell acaro. Compie diverse generazioni all anno e sverna con femmine riparate in mezzo alla vegetazione disseccata delle piante. DIFESA: intervento con gli acaricidi consentiti. n Meloidogine*** (Meloidogyne sp.; Tilench. Eterod.). Invade l apparato radicale causando la comparsa di numerose galle. Le infestazioni si riscontrano prevalentemente nei terreni sabbiosi. ®Melone per gli aspetti biologici: DIFESA: ricorso a rotazioni con piante poco suscettibili; adozione della solarizzazione o ricorso alla fumigazione del terreno con dazomet, metam-sodio. l Limaccia grigia* (Deroceras reticulatum; Gast. Arion.). Compie erosioni sul lato interno delle coste fogliari. Gli attacchi avvengono durante il periodo autunnale, favoriti da piogge e forte umidità ambientale. DIFESA: distribuzione, sul terreno, di esche commerciali a base di metaldeide o di solfato di ferro. f Alternariosi delle radici* (Alternaria radicina; Asc.). Interessa il sedano rapa (Apium graveolens var. rapaceum), sulla cui radice forma lesioni crostose che interessano una parte o l intero organo. La malattia interessa anche le altre ombrellifere. Il patogeno si conserva a G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 639 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini