SEZIONE G

G 640 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE sui semi, nel terreno e sui resti della coltura. Penetra preferibilmente attraverso ferite, ma è in grado di attaccare anche i tessuti integri. Le infezioni avvengono con temperature che variano entro limiti molto ampi, da 0 a 34 °C e con un optimum di 20-25 °C. Alla superficie dei tessuti alterati il micelio forma rami conidiofori con corti rami laterali portanti un conidio bruno olivaceo con 5-6 setti longitudinale e talora 3-4 longitudinali od obliqui. La malattia può manifestarsi anche durante il periodo di conservazione, in presenza di elevata umidità ambientale. DIFESA: ricorrere ad ampi avvicendamenti con piante diverse dalle ombrellifere; impiegare seme conciato con thiram, nella fase di conservazione delle radici in magazzino mantenere la temperatura ambientale non oltre i 2 °C. c z R v v m m quindi necrotiche, con sviluppo di una leggera muffa grigiastra. La malattia si sviluppa in autunno, favorita dalla presenza di forte umidità ambientale e da temperature relativamente elevate. Il patogeno si conserva come micelio sui resti rimasti in campo e sui semi. DIFESA: ricorrere a trattamenti con fungicidi (es. rame, azoxystrobin). c M fo d n in d o d Sclerotinia** (Sclerotinia scletoriorum; Asc.). Causa un processo di marcescenza che interessa la base delle guaine carnose con sviluppo sui tessuti alterati di una muffa cotonosa di colore bianco, nell ambito della quale si differenziano masse nerastre del diametro di alcuni millimetri (sclerozi). Il patogeno si conserva nel terreno con sclerozi che rimangono vitali per diversi anni. DIFESA: nei terreni contaminati interrare al momento della lavorazione, un paio di mesi prima del trapianto, formulazioni del fungo antagonista Coniothyrium minitans; asportare e distruggere le piante colpite. b Marciume molle* (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum; Gracilicutes). Determina un processo di molle marcescenza dei tessuti della parte basale della pianta. Il batterio si conserva nel terreno e sviluppa infezioni favorite da un andamento stagionale freddo e piovoso e da ferite compiute all atto della rincalzatura o delle lavorazioni. DIFESA: evitare di ferire le piante al colletto; asportare e allontanare dal campo le piante infette; proteggere le piante intorno a quelle infette, trattandole con sali rameici. Marciume umido* (Pseudomonas marginalis; Gracilicutes). Si manifesta con una for- fe e M Cercosporiosi** (Cercospora apii; Asc.). Si manifesta con macchie rotondeggianti, Septoriosi** (Septoria apiicola; Asc.). Si manifesta sulle foglie con piccole macchie giallastre, quindi brune, nell ambito delle quali sono visibili punteggiature nere rappresentate dalle fruttificazioni picnidiche che rilasciano conidi destinati a originare nuove infezioni. Le foglie colpite e interessate da molte macchie ingialliscono e disseccano. Le infezioni avvengono in autunno, favorite da piogge e da temperature di 20-25 °C. La conservazione del patogeno avviene con conidi entro i picnidi delle foglie rimaste in campo. DIFESA: ricorrere ad ampi avvicendamenti della coltura; utilizzare seme conciato con thiram; ricorrere a trattamenti con sali di rame, difenoconazole, azoxystrobin. M i A d s C g la C te b C g to C 4 c m c r ma di marciume nerastro che interessa le foglie centrali di piante pronte per la raccolta e che si estende alle coste. I batteri penetrano attraverso le ferite e sviluppano infezioni favorite da temperature intorno ai 15 °C, elevata umidità ambientale, prolungati periodi di bagnatura delle piante e irrigazioni a pioggia. DIFESA: evitare le irrigazioni per aspersione; effettuare le operazioni di legatura della massa vegetativa in giornate asciutte, previo trattamento con sali rameici. m ftpl Giallume* (Candidatus Phytoplasma solani; Mollicutes). Le piante infette presentano T le foglie periferiche ripiegate verso il basso, con la lamina di colore giallo intenso, di G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 640 5/30/18 9:55 AM F m

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini