Sequoia

S Soia (Soja hispida) Sequoia (Sequoia gigantea, S. sempervirens) a- oe o oni. - o e- s e ti di .; ie- oo- e- rf ) G 643 a Ragnetto verde delle Conifere* (Oligonychus ununguis; Acar. Tetranich.). Attraver- so la suzione dei succhi cellulari asporta il pigmento clorofilliano con conseguente depigmentazione, bronzatura, arrossamento e caduta degli aghi. ®Abete rosso per gli aspetti morfologici e biologici dell acaro e per la difesa. Soia (Soja hispida) i Agrotidi o nottue terricole* (Agrotis ipsilon, A. segetum; Lepid. Nott.). Le larve, di colore grigio piombo, vivono interrate alla base delle piante e con le loro erosioni troncano le giovani piante poco sotto il livello del terreno. I danni si riscontrano in maggio, durante le prime fasi di sviluppo della coltura. ®Bietola per le caratteristiche morfologiche delle due specie e per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi solo in caso di attacchi, la cui evoluzione può causare forti perdite di piante. Cimice verde* (Nezara viridula; Rinc. Pent.). Le forme giovanili e gli adulti infestano le foglie e i baccelli, senza causare apprezzabili danni. ®Pomodoro per le caratteristiche morfologiche e per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Coristoneura* (Choristoneura lafauriana; Lepid. Tortr.). Le larve (20-25 mm di lun- G ghezza, verdi con capo color nocciola) divorano le foglie, dopo averne accartocciato il lembo verso la pagina superiore. Il tortricide compie 2 generazioni all anno con voli da metà giugno alla prima decade di luglio, quindi dalla fine di luglio-inizio di agosto fino ai primi di settembre, con ovodeposizione in ovoplacche sulla pagina superiore delle foglie, lungo la nervatura mediana, e svernamento come larva immatura fra la vegetazione di svariate piante spontanee. Le infestazioni interessano per lo più le piante ubicate ai bordi delle coltivazioni. DIFESA: non necessaria. Mosca grigia dei semi** (Delia platura; Ditt. Antom.). Le larve attaccano i semi in germinazione, compiendo erosioni sul lato interno dei cotiledoni e minano l ipocotile della plantula. ®Fagiolo per le caratteristiche della mosca e per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Piralide defogliatrice** (Udea ferrugalis; Lepid. Cramb.). Le larve compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare le piante. ®Sedano per i caratteri dell insetto e il comportamento biologico. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi solo in caso di forte presenza larvale. Sitone* (Sitona humeralis, S. lineatus; Col. Curcul.). Gli adulti (fondamentalmente di colore grigio-bruno, lunghi 4-5 mm) compaiono in primavera e compiono piccole erosioni rotondeggianti sul bordo fogliare. Compie una sola generazione all anno con larve che si sviluppano a spese dei tubercoli batterici radicali. DIFESA: inopportuna. Vanessa del cardo e del carciofo* [Cynthia (5 Vanessa) cardui; Lepid. Nimf.]. Le larve compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare le piante. ®Carcioper i caratteri morfologici dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: solo in caso di forte presenza larvale ricorso al trattamento con piretroidi, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. fo G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 643 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini