SEZIONE G

e anli a oi nel o o e e e ti. to a n e o. e al mi e aami o A: u- on ui o, ri i, e e e ui e S Soia (Soja hispida) G 645 Antracnosi* (Colletotrichum truncatum, Colletotrichum destructivum ; Asc.). La ma- lattia può manifestarsi in epoca precoce, con necrosi rossastre dei cotiledoni. Le piante in fase di attiva crescita non mostrano apparenti sintomi, ma in epoca più avanzata, in fioritura o nella fase di sviluppo dei baccelli, compaiono numerose piccole tacche scure sul fusto, sui piccioli fogliari e sui baccelli. Le foglie colpite si accartocciano e le piante interessate dalle numerose lesioni sul fusto disseccano. In corrispondenza delle macchie necrotiche, in presenza di elevata umidità ambientale, si formano corpi fruttiferi (acervuli) che rilasciano conidi unicellulari, ialini, destinati ad avviare nuove infezioni sulle parti vegetative bagnate dalla rugiada o dalla pioggia. I due patogeni sopravvivono come micelio sui resti colturali infetti e sui semi e mentre per C. truncatum è conosciuta solo la forma agamica, in C. destructivum è presente anche la forma ascofora, con la formazione di pseudoteci globosi muniti di un collo ornato di setole, i cui aschi rilasciano ascospore ialine, ovali e allungate. DIFESA: ricorrere ad ampie rotazioni; impiegare seme non contaminato; interrare con profonde arature i resti colturali infetti. Cancro dello stelo* (Phomopsis phaseoli, syn. P. sojae, Diaporthe phaseolorum ; Asc.). La malattia si manifesta con cancri localizzati lungo la parte basale del fusto, in corrispondenza del punto di attacco del picciolo fogliare, che si estendono e raggiungono una lunghezza di 8-10 cm, interessando talora l intera circonferenza del fusto. Nell ambito dei cancri si differenziano, in uno stroma (distinto in endostroma ed esostroma) di colore nero, periteci con il lungo collo ostiolato alla sommità, contenenti aschi che rilasciano ciascuno 8 ascospore ialine e bicellulari, leggermente strozzate in corrispondenza del setto mediano. Queste, trasportate dal vento o dalla pioggia, sulle piante germinano in presenza di temperature ottimali intorno ai 20 °C. DIFESA: impiegare seme sano; interrare con profonde arature i resti colturali. G Fusariosi* (Fusarium oxysporum, F. incarnatum ; Asc.). Trattasi di patogeni che cau- sano marciumi radicali del colletto e dei baccelli. Gli attacchi iniziano precocemente con infezioni che riguardano le plantule, che muoiono. Le piante più sviluppate manifestano ingiallimenti e avvizzimenti fogliari e una forma di marciume del colletto con tessuti alterati che si ricoprono di una muffa bianco-rosata. Le infezioni si estendono anche ai baccelli, i quali imbruniscono e disseccano. Il fusto, se sezionato trasversalmente, mostra i fasci vascolari imbruniti. I funghi si conservano nel terreno con micelio e clamidospore sui resti vegetali e le infezioni avvengono attraverso ferite, interessando inizialmente le terminazioni delle radici e, in seguito, le ife fungine raggiungono i tessuti parenchimatici e vascolari per poi diffondersi nelle varie parti della pianta. DIFESA: ricorrere ad ampie rotazioni; impiegare sane sano; curare la sistemazione del terreno per facilitare lo sgrondo dell acqua in eccesso; evitare semine troppo precoci su terreni umidi e in presenza di basse temperature. Mal dello sclerozio* (Athelia rolfsii, syn. Sclerotium rolfsii ; Bas.). Determina la mar- cescenza della parte interrata del fusto, sul cui tessuto alterato si sviluppa una muffa bianca, nell ambito della quale si formano masserelle rotondeggianti (sclerozi). ®Patata per altre notizie in merito al patogeno. DIFESA: ricorrere ad avvicendamenti con piante non suscettibili (cereali, mais, cipolla); effettuare arature di 30-40 cm per interrare in profondità i residui colturali e far sì che gli sclerozi non rimangano vitali. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 645 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini