SEZIONE G

G 646 b v AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Marciume carbonioso* (Macrophomina phaseolina, syn. Sclerotium bataticola; Asc.). Si manifesta sulle radici, nella regione del colletto e nella parte basale del fusto con l imbrunimento dei tessuti e il distacco dell epidermide, mentre nella zona midollare alterata si formano numerosi microsclerozi bruno-scuri, del diametro di 100-200 m, che costituiscono la forma scleroziale Sclerotium bataticola. Il fungo si conserva all esterno e all interno dei semi, come micelio nel terreno e sui resti colturali o con i microsclerozi. I semi infetti non germinano oppure le piante che originano muoiono poco dopo l emergenza. Le infezioni sulle piante già sviluppate avvengono ad opera del micelio, che penetra attraverso ferite o riesce a superare anche i tessuti integri. Le ife colonizzano i tessuti corticali e raggiungono quelli xilematici entro i quali si formano i microsclerozi. L occlusione dei vasi da parte di questi ultimi e le tossine prodotte dal fungo e trasportate dalla corrente linfatica nelle varie parti della pianta causano l ingiallimento della vegetazione fogliare che, disseccandosi, rimane appesa alla pianta. DIFESA: ricorrere alla rotazione della coltura; impiegare seme sano; evitare o ridurre la concimazione azotata. Rizottoniosi* (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani ; Asc.). Determina la necrosi dei tessuti della parte basale e interrata del fusto, ricoprendo i tessuti alterati con una muffa biancastra. Il fungo si conserva sui semi nonché nel terreno, come micelio allo stato saprofitario sui resti di piante infette o con sclerozi (ammassi compatti di micelio). Le infezioni avvengono soprattutto nei terreni argillosi, con ristagni di acqua e nelle coltivazioni in situazioni di sofferenza vegetativa per deficienze nutrizionali; esse sono favorite da periodi freddi e piovosi seguiti da temperature relativamente elevate (23-29 °C). DIFESA: curare la sistemazione del terreno per favorire lo sgrondo delle acque in eccesso; impiegare seme non contaminato; assicurare un buon apporto di fertilizzanti per mantenere le piante in buone condizioni vegetative. Sclerotinia* (Sclerotinia sclerotiorum; Asc.). Determina la mercescenza dei tessuti della zona del colletto, i cui tessuti vengono avvolti da una massa cotonosa di colore bianco, nell ambito della quale si formano masse scleroziali di colore nero, del diametro di alcuni millimetri. Il micelio fungino e gli sclerozi si formano anche all interno del fusto nella cavità formatasi in seguito ad disgregamento dei tessuti midollari. DIFESA: evitare gli eccessivi apporti di acqua irrigua e di fertilizzanti azotati; interrare in profondità i residui colturali infetti. Maculatura batterica* (Pseudomonas syringae pv. glycinea; Gracilicutes). Si manifesta con piccole macchie internervali del diametro di 1-5 mm a contorno poligonale, inizialmente idropiche, quindi necrotiche. Macchie analoghe compaiono anche sui baccelli. Il batterio si conserva nel terreno, sui resti colturali infetti e sui semi. Disseminato dalla pioggia e dalle irrigazioni per aspersione, penetra attraverso gli stomi e le ferite, originando infezioni favorite da un andamento stagionale freddo e piovoso. DIFESA: impiegare seme sano; sospendere la coltura per 3-4 anni nei terreni che hanno ospitato coltivazioni infette. Mosaico* (Soybean mosaic virus 5 SMV, gen. Potyvirus). Le singole foglie presentano un accentuata bollosità localizzata ai lati delle nervature principali. Le piante colpite sono meno sviluppate del normale e producono bacelli piccoli con un numero ridotto di semi. L agente del mosaico è trasmesso da afidi in modo non persistente e tramite i semi delle leguminose che costituiscono la sorgente d inoculo del virus per i vettori. DIFESA: impiego di seme sano. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 646 5/30/18 9:55 AM i A S p M F c R c fo a R c n g f T i A s b L c A c g A A s C la c d d in D c C fo fo in

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini