Spinacio

G 648 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mosca del sorgo* (Atherigona soccata; Ditt. Antom.). La larva (6 mm di lunghezza v a maturità, inizialmente bianca e successivamente giallastra) attacca l asse centrale della parte apicale del culmo, causando l ingiallimento e il disseccamento dell apice vegetativo. Le piante sono suscettibili nello stadio di 7-8 foglie. Quelle colpite muoiono oppure formano culmi di accestimento con conseguenti ritardi nella maturazione dei panicoli. Il dittero compie 5-6 generazioni all anno e sverna con pupari all interno dei culmi di accestimento lasciati in campo o interrati con l aratura. Gli adulti (apparentemente simili ad una mosca comune) iniziano a volare alla fine di maggio, ma importanti presenze si riscontrano dalla metà di agosto in poi. Le femmine incollano le uova in modo isolato in prossimità della nervatura mediana e ogni foglia può ospitare fino a 7 uova. La larva penetra nel culmo e raggiunge la maturità in circa 9 giorni, o solo dopo 4 settimane in ottobre, per poi impuparsi entro il culmo danneggiato. DIFESA: rinuncia al ristoppio nei terreni che hanno ospitato coltivazioni infestate; distruzione delle piante spontanee di sorghetta (Sorgum halepense); realizzazione di semine precoci affinché le piante superino lo stadio di suscettibilità al momento dell inizio dei voli del dittero. Sesamia del mais* (Sesamia nonagrioides; Lepid. Nott.). Le larve minano il fusto. Le infestazioni interessano le coltivazioni delle regioni meridionali. ®Mais per le caratteristiche dell insetto e il suo comportamento biologico. DIFESA: non necessaria. Sifa del mais* (Sipha maydis; Rinc. Afid.). una specie che infesta anche il mais e le graminacee spontanee, caratterizzata da forme attere di colore nero lucido e con il corpo coperto di lunghe setole bianche. Le infestazioni sono occasionali e si riscontrano principalmente all inizio della primavera. L afide svolge probabilmente un anolociclo con possibile svernamento da parte di forme attere sulle radici di graminacee spontanee. DIFESA: non necessaria. Arrossamento striato** (Sugarcane mosaic virus 5 SCMV, gen. Potyvirus). Le foglie evidenziano dapprima delle chiazze clorotiche molto piccole, a contorni sfumati e spesso confluenti; col tempo le aree clorotiche assumono una colorazione rossastra, poi i tessuti necrotizzano e a volte si lacerano. L agente della virosi è diffuso da diverse specie di afidi in modo non persistente; l infestante Sorghum halepense costituisce un importante fonte d inoculo del virus per i vettori. DIFESA: distruzione delle piante di S. halepense in prossimità della coltura. p a c M m s in s s a c M ® d N e l n m ® 2 c P f A Afide verde del pesco* (Myzus persicae; Rinc. Afid.). Le colonie dell afide infestano la pagina inferiore delle foglie causando rallentamenti e ingiallimenti vegetativi, nonché deformazioni del lembo fogliare. Oltre a causare danni diretti, è vettore del virus del giallume occidentale della bietola (Beet Western Yellows Virus 5 BWYV). ®Pesco per il comportamento biologico. DIFESA: si eseguono interventi con piretroidi (deltametrina, lambda-cialotrina), azadiractina e altri aficidi consentiti. Afide nero della fava*** (Aphis fabae; Rinc. Afid.). Le colonie, formate da afidi neri, infestano la pagina inferiore delle foglie causando accartocciamenti fogliari e impedendo il regolare sviluppo della pianta. Come l afide verde del pesco, è vettore del virus Beet Western Yellows Virus (BWYV). ®Fava per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con gli stessi preparati indicati per l afide verde del pesco. Mamestra** (Mamestra brassicae; Lepid. Nott.). Le larve compiono erosioni fogliari. Per le colture destinate all industria costituiscono un notevole rischio in quanto le larve G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 648 5/30/18 9:55 AM c d a fe mm A Spinacio (Spinacia oleracea) i N c fe r p d u c v ( to c a g a le im im

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini