Spincervino

G 650 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cercosporiosi ** (Cercospora beticola; Asc.). Si manifesta con macchie rotondeggianti del diametro di alcuni millimetri, di colore bruno con bordo rossastro. I tessuti colpiti necrotizzano e si staccano, lasciando il lembo fogliare perforato. Il patogeno si conserva nel terreno, sui resti della pianta con micelio organizzato in masse stromatiche. In occasione di periodi con piogge ed elevata umidità dell aria, il micelio produce rami conidiofori portanti conidi di forma incurvata, plurisettati trasversalmente. Questi, trasportati del vento e dagli schizzi della pioggia, germinano con temperature oltre i 10 °C, per poi sviluppare un micelio che porta alla comparsa dei sintomi dopo un periodo di incubazione di 10-12 giorni. DIFESA: intervenire alla comparsa delle prime macchie con sali di rame. Cladosporiosi** (Cladosporium variabile; Asc.). La malattia si manifesta inizialmente con macchie rotondeggianti del diametro di pochi millimetri, di colore bruno, circondate da tessuti ingialliti, che poi confluiscono e invadono gran parte o l intero lembo fogliare, che annerisce per lo sviluppo di una muffa nerastra e dall aspetto vellutato, costituita da rami conidiofori portanti conidi di forma cilindrica e interessati da 3-4 setti. Le infezioni più gravi si riscontano nei mesi primaverili, favorite da un andamento stagionale molto umido. DIFESA: ricorrere a cv. poco sensibili; trattare alla comparsa della malattia con sali di rame. v u s p C p A A Afide* (Aphis nasturtii; Rinc. Afid.). Sverna su questa pianta con uova durevoli e forma colonie che invadono i germogli. In estate migra su diverse piante erbacee, per poi ritornare sulla pianta per deporre le uova durevoli. DIFESA: non necessaria. d in A n z D v e C Afide verde degli agrumi* (Aphis spiraecola; Rinc. Afid.). Le colonie infestano l estremità dei getti. ®Arancio per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con pirimicarb, imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, ecc. d a r e Mal bianco** (Podosphaera spiraeae; Asc.). Si manifesta con un efflorescenza farinosa C di colore biancastro che invade le foglie e le infiorescenze causando rallentamenti di sviluppo e disseccamento delle parti maggiormente colonizzate dal micelio fungino. Colpisce con maggiore intensità le piante in ombra, meno quelle soleggiate. In merito ai livelli di suscettibilità, Spirea 3 vanhouttei è molto suscettibile mentre Spirea cinerea Grefshein risulta meno sensibile al patogeno. DIFESA: interventi preferibilmente con l impiego del fungo antagonista Ampelomyces quisqualis e di zolfo. fo p r r e s C Sulla (Hedysarum coronarium) v A Mosaico* (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). Si manifesta con un Spirea (Spirea spp.) f p L ® fl lume occidentale della lattuga. Giallume occidentale** (Beet western yellows virus 5 BWYV, gen. Polerovirus). ®Gial- Spincervino (Rhamnus catharticus) i A p c d r d D accentuato ingiallimento seguito da necrosi delle foglie adulte e scarso sviluppo di quelle giovani. I sintomi della virosi si manifestano principalmente nelle colture autunno-vernine. Per la trasmissione di CMV e la DIFESA: ®Mosaico comune del cetriolo. i ( i n tr Virosi* (®Erba medica). G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 650 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini