SEZIONE G

o A: ri e o n nr. la na i, e a a- e e e uo, a a li mo r e n en an e n e ise S Susino (Prunus spp.) G 653 al monitoraggio attraverso operazioni di frappage o con l impiego di trappole innescate con feromone di aggregazione [methyl (2E, 4E, 6Z) decatrienoato]. In presenza dell insetto e con rischi di danno si può intervenire, preferibilmente contro le forme giovanili, sfruttando l attività di etofenprox e acrinatrina impiegati contro altri insetti contemporaneamente presenti. Contarinia* (Contarinia pruniflorum; Ditt. Cecid.). Gli adulti compaiono nella fase dei bottoni fiorali con corolla ancora chiusa. Le femmine depongono un gruppetto di una decina di uova inserendole tra i petali non dispiegati. Le larve nascono dopo qualche giorno. Nutrendosi dei succhi che gemono dai tessuti del calice e dell ovario, lesionati con i loro uncini boccali, impediscono la schiusura dei fiori causandone l aborto. Le larve mature abbandonano i bottoni fiorali nell immediata post-fioritura e si lasciano cadere a terra per interrarsi a qualche centimetro di profondità, tessendosi un bozzoletto. Le pupe si formano in settembre, per poi dare gli adulti nella successiva primavera, ma la diapausa può prolungarsi e superare un secondo inverno. DIFESA: le eventuali infestazioni vengono indirettamente contenute dal trattamento aficida, realizzato nella fase dei bottoni fiorali chiusi, con l impiego di acetamiprid. Cocciniglia barchetta del corniolo* (Parthenolecanium corni; Rinc. Cocc.). Infesta i rami e la pagina inferiore delle foglie. La femmina è rosso mattone, coriacea, di forma ovale e gibbosa le cui dimensioni sono pari a 4-5 3 3-4 mm. Compie 2 generazioni all anno (prevalentemente partenogenetiche), con nascite nella seconda metà di giugno e a metà agosto, mentre l inverno è trascorso con neanidi della II età. DIFESA: intervento a fine inverno con olio bianco; in alternativa, intervento con phosmet alla nascita delle neanidi. G Cocciniglia barchetta del pesco* (Parthenolecanium persicae; Rinc. Cocc.). Infesta i rami di vario ordine. Le femmine mature hanno il corpo semigloboso-appiattito (dimensioni 6-8 3 3,5-4 mm), di colore rosso mattone, dorsalmente percorso da una carena longitudinale incompleta. Compie una sola generazione all anno, con nascite in giugnoluglio e svernamento tramite neanidi di II età. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia di S. José*** (Quadraspidiotus perniciosus; Rinc. Diasp.). Infesta i rami, i rametti e i frutti causando deperimenti e disseccamento delle parti legnose colpite, nonché il deprezzamento commerciale dei frutti. ®Pesco per le caratteristiche della cocciniglia e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento a fine inverno con olio bianco e, a migrazione neanidi della prima generazione, con olio bianco, phosmet, spirotetramat. Cocciniglia emisferica del susino e del prugnolo* (Sphaerolecanium prunastri; Rinc. Cocc.). Infesta i rami di diverso diametro. Occasionalmente può presentarsi con forti infestazioni. La femmina matura ha una forma emisferica, di colore bruno giallastro con macchie trasversali più scure. Sverna con neanidi di II età. Compie di norma una generazione all anno, deponendo complessivamente circa un migliaio di uova che si schiudono immediatamente. Le neanidi sgusciano in maggio-giugno, passando alla II età in settembre-ottobre. Negli ambienti più favorevoli la popolazione più precoce può compiere 2 generazioni. DIFESA: intervento a fine inverno con olio bianco. Cocciniglia farinosa del banano** (Pseudococcus comstocki; Rinc. Pseud.). ®Pesco per i caratteri della cocciniglia e gli aspetti biologici Infesta il tronco, le branche, i rametti e la zona intorno al peduncolo dei frutti. Causa deperimenti e avvizzimenti G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 653 07/11/19 13:11

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini