SEZIONE G

G 654 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE vegetativi dei rametti infestati, imbratta i frutti di melata che favorisce lo sviluppo della fumaggine. DIFESA: il trattamento con neonicotinoidi in postfioritura contiene lo sviluppo della prima generazione; contro le successive generazioni intervento con spirotetramat alla nascita delle neanidi. Eulia** (Argyrotaenia ljungiana 5 A. pulchellana; Lepid Tortr.). Le larve compiono erosioni nella zona di contatto con altri frutti e foglie e, soprattutto, nella cavità intorno al peduncolo. ®Melo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Litocollete delle drupacee* (Phyllonrycter cerasicolellus, Ph. malellus, Ph. spinicolel- la; Lepid. Gracill.). Le larve formano mine (stigmatonomi) fogliari. I danni arrecati sono di trascurabile interesse. Compiono fino a 4 generazioni all anno e svernano con larve mature entro le mine delle foglie cadute al suolo. DIFESA: non necessaria. Mosca mediterranea* (Ceratitis capitata; Ditt. Tefrit.). Le larve vivono in piccoli grup- petti nella polpa dei frutti maturi causandone il disfacimento. ®Agrumi per le caratteristiche dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con etofenprox dopo catture realizzate con trappole cromotropiche gialle. Moscerino asiatico della frutta *** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per le caratteristiche dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: monitoraggio con bottiglietrappola riempite in parte, innescate con aceto di mela 1 vino rosso 1 zucchero di canna; sfruttamento dell attività di preparati (es. etofenprox, piretro) utilizzati per trattamenti contro altri insetti contemporaneamente presenti con il moscerino. Orgia o bombice antico* (Orgyia antiqua; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosio- ni fogliari e sui giovani frutti, lasciando su questi ultimi tracce necrotiche rugginose. ®Melo per i caratteri distintive di adulti e larve. DIFESA: ricorso al trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa delle giovani larve. Putoniella* (Putoniella pruni; Ditt. Cecid.). Le larve (apode, aranciate, lunghe circa 5 mm a maturità) formano una galla a forma di borsa allungata, centrata sulla nervatura mediana e con apertura a fessura sul lato superiore della pagina fogliare. Compie una generazione all anno e sverna con larve imbozzolate nel terreno, destinate a compiere la metamorfosi nella successiva primavera per poi dare gli adulti tra la metà di marzo e la fine di aprile. DIFESA: non necessaria. Ragna del susino** (Yponomeuta padella; Lepid. Iponom.). Le larve vivono gregaria- mente e divorano la vegetazione fogliare, legandola con tele sericee. L insetto compie una sola generazione all anno e sverna con larve neonate protette sotto i resti dell ovoplacca. Le larve fuoriescono alla ripresa vegetativa e raggiungono la maturità in giugno per poi incrisalidarsi all interno di un bozzoletto fusiforme tessuto in mezzo alla ragna sericea. Gli aduli (15-20 mm di apertura alare, con ali anteriori bianco-nivee disseminate di grossi punti neri) compaiono in piena estate, si accoppiano e le femmine depongono le uova formando ovature embricate e crostiformi, incollate nella parte distale dei rametti. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Recurvaria* (Recurvaria nanella; Lepid. Gelech.). Al germogliamento, le larve uni- scono le foglie formando falsi nidi impedendo in tal modo lo sviluppo dei germogli. Compie una sola generazione all anno e sverna con giovani larve protette all interno G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 654 5/30/18 9:55 AM d e s fo d r u R g p e m a q d D R d ti s m te r fr n R c s in la S v a la to s T tr s a d d p c

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini