SEZIONE G

G 656 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Tignola orientale* (Cydia molesta; Lepid. Tortr.). La larva, di colore rosa e provvista di pettine anale, scava una galleria che costeggia il nocciolo, causando perdite del valore commerciale del frutto. ®Pesco per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento alla deposizione delle uova con chitinoinibitori (es. triflumuron) o trattamento larvicida, a nascita larve, con phosmet, chlorantraniliprole, emamectina-benzoato, spinosad, etofenprox. Tortrice falcata del Susino* (Ancylis selenana; Lepid. Tortr.). Le larve (di colore giallo aranciato, lunghe a maturità circa 8 mm) compiono erosioni fogliari, nascoste in mezzo a 2 foglie unite con fili sericei. Gli adulti (13-15 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori apicalmente falcate, di colore bruno rossastro con un area distale grigio-giallastra. Compie diverse generazioni all anno (fino a 5-6) e sverna come larva protetta entro un astuccio sericeo tessuto fra 2 foglie fortemente unite con fili sericei. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Tripide* (Thrips inconsequens; Tisan. Trip.). Compie punture sui giovani frutti causan- do la comparsa di macchie rugginose, nell ambito delle quali i tessuti possono essere interessati da profonde spaccature. Il tripide giunge sui susini all epoca dei bottoni fiorali e depone le uova inserendole alla base degli stami. Le neanidi pungono gli ovari causando la comparsa di danni irreversibili. Quelle della seconda età abbandonano la pianta, quindi si interrano e compiono la metamorfosi in autunno per poi dare gli adulti che svernano nel terreno. DIFESA: eventuale intervento nella fase dei bottoni fiorali ancora chiusi con piretroidi (ciflutrin, lambdacialotrina) o alla caduta dei petali con acrinatrina. a Ragnetto rosso comune** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e con le sue punture causa la bronzatura dei tessuti. L acaro sverna con femmine riparate in mezzo alla vegetazione erbacea disseccata presente alla superficie del terreno e compie diverse generazioni all anno, con popolazioni più numerose in coincidenza del periodo più caldo dell estate. DIFESA: intervento con acaricidi (es. etoxazole, hexithiazox, fenazaquin, fenpyroximate, pyridaben, tebufenpirad, ecc.). Ragnetto rosso dei fruttiferi** (Panonychus ulmi; Acar. Tetranich.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e con le sue punture causa la bronzatura dei tessuti. L acaro sverna con uova deposte sulla corteccia delle branche e compie diverse generazioni all anno. DIFESA: intervento con acaricidi (es. fenpyroximate, pyridaben, ecc.). e C r s le u S C p la d a a M s s M d to a p s a M galle isolate o, più frequentemente, riunite in gruppi alla base di rametti, entro le quali si trovano loculi occupati dai diversi stadi evolutivi dell eriofide. Attraverso piccole fenditure che compaiono sulle pareti delle galle fuoriescono gli eriofidi che, pungendo le cicatrici lasciate dal distacco delle foglie, causano la comparsa di nuove galle. DIFESA: asportazione dei rametti con galle durante le operazioni di potatura. r 1 m c c n n D Eriofidi fogliari galligeni* (Eriophyes similis, E. padi; Acar. Eriof.). Causano la comparsa di M Eriofide delle galle rameali* (Acalitus phloeocoptes; Acar. Eriof.). Causa la comparsa di piccole galle sporgenti sulla pagina superiore, nel caso di E. padi, o su quella inferiore quando sono prodotte da E. similis. Compiono entrambi diverse generazioni all anno e svernano riparati sotto le perule delle gemme o sotto le scaglie corticali. DIFESA: non necessaria. f b d z u d D fi Bolla* (Taphrina pruni; Asc.). Il patogeno determina la deformazione dei giovani frut- ti, trasformandoli in bozzacchioni caratterizzati dall assenza del nocciolo, da una polpa spugnosa e dalla superficie esterna rugosa e giallastra, ricoperta da un imenio ascoforo G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 656 5/30/18 9:55 AM p g M z li c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini