SEZIONE G

di e ia o o ea. n e ne ni ri a ti li n na rodi ). a a o. di li e ne. di no ta o S Susino (Prunus spp.) G 657 biancastro e vellutato. I frutti colpiti sono poi interessati da fenditure, diventano suberosi, disseccano e cadono. Il patogeno sopravvive in inverno come micelio quiescente localizzato sui rami e nelle gemme. I conidi infettano i fiori per poi invadere l ovario e avviare un processo di profonda trasformazione dei tessuti causando appunto la trasformazione del giovane frutto in un bozzacchione. Gli attacchi di bolla sono attualmente sporadici: DIFESA: i normali trattamenti effettuati alla caduta delle foglie e alla comparsa dei bottoni fiorali, con preparati rameici, thiram e ziram, consentono di prevenire eventuali infezioni. Cladosporiosi** (Venturia carpophila; Asc.). Compare sui frutti delle varietà di susino europeo (Angeleno in particolare), con la formazione di macchie rotonde fuligginose che, sui frutti maturi, lasciano tracce molto evidenti in seguito alla rugginosità che assumono le macchie. Le infezioni avvengono in concomitanza di periodi primaverili con elevata umidità, in seguito al rilascio di conidi effettuato dal micelio sopravvissuto sui rami. DIFESA: intervenire con boscalid 1 pyraclostrobin nel periodo in cui avvengono le infezioni. Corineo** (Stigmina carpophila, syn. Coryneum beijerinckii ; Asc.). particolarmente pericoloso per le altre drupacee, anche se può colpire il susino. Sulle foglie determina la comparsa di piccole macchie rotonde di colore rossastro con successivo distacco dei tessuti alterati e la comparsa di numerose bucherellature. Le infezioni interessano anche i rametti e i frutti ®Pesco per gli altri aspetti. DIFESA: è basata su un trattamento a caduta foglie (con rame, thiram o ziram). Maculatura rossa* (Apiognomonia erythrostoma; Asc.). Si manifesta occasionalmente sulle foglie delle varietà europee con maculature rotondeggianti di colore giallastro e successiva necrosi dei tessuti. ®Albicocco. Mal bianco* (Podosphaera tridactyla; Asc.). Compare in rare occasioni sulle foglie delle varietà cinogiapponesi con la formazione di una bianca efflorescenza dall aspetto farinoso. Il patogeno sopravvive con micelio annidato nelle gemme e le infezioni avvengono in coincidenza di periodi caldo-umidi e senza precipitazioni in quanto la pioggia ostacola lo sviluppo del fungo. DIFESA: ricorrere al trattamento con zolfo, boscalid 1 pyraclostrobin, triazoli, solo se infezioni iniziali fanno temere un loro forte aggravamento. Malattia delle tacche rosse* (Polystigma rubrum; Asc.). Interessa le cv. di susino europeo con la comparsa di macchie crostose di forma rotondeggiante, del diametro di 1-2 cm, di colore rossastro. Il patogeno invade il mesofillo formando una massa stromatica corrispondente alle macchie e nell ambito di queste ultime compaiono picnidi che rilasciano conidi destinati ad avviate nuove infezioni. Macchie crostose rossastre compaiono anche sui frutti. Il patogeno si conserva nelle foglie infette cadute al suolo, nell ambito delle quali si differenziano alla fine dell inverno i periteci con aschi, ciascuno dei quali rilascia 8 ascospore unicellulari destinate ad avviare le infezioni primarie: DIFESA: non necessaria stante lo scarso interesse dei danni. Mal del piombo* (Chondrostereum purpureum; Basid.). Determina sulle foglie la comparsa di una colorazione grigio piombo. ®Pesco per gli aspetti biologici, epidemiologici e la difesa. Marciume delle radici e del colletto* (Armillaria mellea; Bas.). Determina la marcescenza delle radici e della zona del colletto, con sviluppo nella zona sottocorticale di un micelio fibroso di colore bianco, mentre alla superficie delle grosse radici alterate si formano cordoni rizomorfici. ®Melo per le altre notizie sul fungo e sui provvedimenti di difesa. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 657 G 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini