SEZIONE G

eA: e, a- S Susino (Prunus spp.) ftpl Giallume europeo delle drupacee*** (Candidatus Phytoplasma prunorum; Mollicu- tes). Nelle piante di susino cino-giapponese il sintomo maggiormente caratteristico è rappresentato dal risveglio vegetativo anticipato delle gemme a legno di qualche ramo o di tutta la chioma. Le piante colpite s individuano facilmente nel periodo della fioritura per la presenza di foglie assieme ai fiori, contrariamente a quelle sane. In seguito le foglie delle piante infette presentano una colorazione rosso-bruno, margini ripiegati verso l alto lungo la nervatura centrale, nervature principali ingrossate, consistenza cartilaginea e frattura vitrea. Un altra caratteristica è lo sviluppo nel periodo estivo di gemme ascellari le quali producono rametti con nodi ravvicinati e molto ramificati (scopazzi). I sintomi della malattia in genere iniziano da qualche ramo; quindi, nello spazio di 2-3 anni, si estendono su tutta la chioma. A volte, nelle piante infette, si ha la necrosi di porzioni di tessuto floematico del tronco e/o delle branche principali (leptonecrosi), visibile asportando piccole porzioni di corteccia. Le piante colpite da più anni presentano vegetazione ridotta, disseccamento di rametti e infine morte dell intera pianta, tranne i portainnesti appartenenti al Prunus domestica e al P. cerasifera che sopravvivono alla morte del gentile. Con inverni molto freddi le piante colpite possono morire repentinamente alla ripresa vegetativa, anche senza avere mostrato sintomi in precedenza. I susini europei di solito sono infettati in forma latente. Riguardo alle caratteristiche epidemiologiche del fitoplasma e alle misure di DIFESA: vale quanto indicato per il giallume europeo dell albicocco. ro n- ge ar el- vnli e e ao oe noe. . oa e e n eti rei no. a si ai e G 659 v G Falsa vaiolatura delle susine* Maculatura clorotica fogliare* (Apple chlorotic leaf spot virus 5 ACLSV, gen. Trichovirus). ®Butteratura-falsa vaiolatura dell albicocco e maculatura clorotica fogliare del pesco. Vaiolatura o sharka*** (Plum pox virus 5 PPV, gen. Potyvirus). Si riconosce per la pre- senza sulle foglie di macchie di forma anulare o linee sinuose, di colore verde chiaro, che tendono a chiudersi ad anello, per lo più in rapporto con le nervature secondarie; in alcune varietà le aree clorotiche assumono una tinta rossastra alla periferia. Sui frutti la virosi si manifesta con aree rotondeggianti o di forma irregolare, di colore rosso violetto, o depressioni superficiali, più o meno pronunciate, in corrispondenza delle quali l epidermide può necrotizzare e la polpa sottostante impregnarsi di gomma. In parecchie varietà i frutti con sintomi cadono prima della maturazione di raccolta. Per quello che si riferisce alla modalità di diffusione del virus e ai criteri di DIFESA: ®Vaiolatura del pesco. Altre virosi*. Negli impianti di susino costituiti con materiale di propagazione non qua- lificato sanitariamente sono riscontrabili anche la maculatura anulare clorotica* (Prune dwarf virus 5 PDV, gen. Ilarvirus), la maculatura anulare necrotica** (Prunus necrotic ringspot virus 5 PNRSV, gen. Ilarvirus) e la maculatura lineare europea* (Apple mosaic virus 5 ApMV, gen. Ilarvirus). ®Ciliegio e Albicocco. vd Maculatura delle susine* (Hop stunt viroid 5 HSVd, gen. Hostuviroid ). Si manifesta sui frutti delle cultivar cino-giapponesi con piccole aree rotondeggianti, di colore più chiaro rispetto a quello delle zone circostanti, distribuite irregolarmente su tutta la superficie del frutto, che tendono a congiungersi in modo da originare ampie aree depigmentate. L alterazione è bene evidente nella fase dell invaiatura e poi tende a mascherarsi nelle susine di colore rosso scuro o nere a maturazione. Il viroide si trasmette con il materiale di propagazione vegetativa infetto. DIFESA: propagazione di piante sane. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 659 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini