Tabacco

G 660 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Tabacco (Nicotiana tabacum) i T le a Afide verde del Pesco** (Myzus persicae; Rinc. Afid). caratterizzato da individui at- teri di colore verde che infestano la pagina inferiore delle foglie causandone l ingiallimento. Oltre che per i danni diretti, è temibile in quanto vettore del virus del mosaico (TMV 5 Tobacco mosaic virus). ®Pesco per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, pirimicarb, azadiractina. Afide nero della fava* (Aphis fabae; Rinc. Afid.). un afide di colore nero, le cui colo- T c r n nie infestano la pagina inferiore delle foglie causando rallentamenti vegetativi. ®Fava per il comportamento biologico. DIFESA: come per Myzus persicae. Agrotidi o nottue terricole*** (Agrotis ipsilon, A. segetum; Lepid. Nott.). Le larve (di M d g s D s colore grigio piombo) vivono interrate alla base delle giovani piante e con le loro erosioni ne causano l avvizzimento e la morte. I danni avvengono poco dopo il trapianto. ®Barbabietola per i caratteri distintivi delle due specie e per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretroidi. ppt O Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum; Rinc. Aleirod.). Forme alate c (1 mm di lunghezza con il corpo e le ali coperti di bianca polvere cerosa); pupari e neanidi infestano la pagina inferiore delle foglie. Gli attacchi iniziano in vivaio e proseguono poi in campo. ®Cetriolo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con azadiractina e spinosad nei confronti delle neanidi della prima età. Aleirodide delle solanacee** (Bemisia tabaci; Rinc. Aleirod.). Gli adulti sono alquanto simili a quelli di Trialeurodes vaporariorum, mentre i pupari si distinguono avendo il bordo con contorno irregolare. Infesta la pagina inferiore delle foglie delle piantine in vivaio, causando deperimenti vegetati, e sulla melata prodotta si sviluppa la fumaggine. DIFESA: interventi come per l aleirodide delle serre (Trialeurodes vaporariorum). Altica o pulce del tabacco*** (Epithrix hyrtipennis; Col. Crisom.). Gli adulti (di colore giallo rossiccio con pubescenza giallastra, lunghi 2 mm, con femori ingrossati atti al salto) compiono piccole erosioni e bucherellature fogliari sulle piante in vivaio e su quelle trapiantate. Compie 3 generazioni all anno. Sverna allo stato adulto nel terreno e compare in campo in aprile-maggio. Depone le uova nel terreno e le larve si sviluppano scavando gallerie nell anello corticale delle radici. DIFESA: intervento con imidacloprid e thiametoxam alla comparsa degli adulti. Elateridi*** (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. spu- tator, A. obscurus; Col. Elater.). Le larve (coriacee, filiformi e di colore giallo lucente) compiono erosioni radicali, causando la morte delle giovani piante trapiantate. ®Bietola per le caratteristiche morfologiche degli insetti e gli aspetti biologici. DIFESA: localizzazione al trapianto di geodisinfestanti (es. teflutrin, clorpirifos). Lasioderma o tarlo del tabacco** (Lasioderma serricorne; Col. Anob.). Attacca tabac- chi grezzi e lavorati in magazzino. Gli adulti (2,5 mm di lunghezza, bruni, di forma ovale-globosa con antenne finemente seghettate) non si nutrono e le femmine depongono mediamente 40 uova. Le larve (di colore bianco sporco, lunghe circa 4 mm, con corpo ricurvo a C) sforacchiano le foglie dei tabacchi, compiendo notevoli danni su quelli impiegati per la fabbricazione dei sigari. Compie 3 generazioni all anno, ciascuna delle quali richiede 60-70 giorni. DIFESA: disinfestazione con gas tossici. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 660 5/30/18 9:55 AM a m c P O in r it d c n p p d a c n c b d m p m M c to fu c c c in le n

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini