Tamerici

o m, e e ooo ti a n o lo ci ni T Tamerici (Tamarix gallica) Cancrena umida* (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum; Gracilicutes). Determina una forma di marciume molle a carico del fusto. DIFESA: asportazione e distruzione (fuori dal campo) delle piante colpite. Fuoco selvaggio* (Pseudomonas syringae pv. tabaci; Gracilicutes). Si manifesta sulle foglie con piccole macchie rotondeggianti, contornate da un bordo idropico, con successiva necrosi dei tessuti. Le prime infezioni compaiono in semenzaio, per poi svilupparsi in campo. La penetrazione del batterio avviene attraverso ferite, con comparsa dei sintomi dopo 2-7 giorni. Lo sviluppo della malattia è favorito da piogge, dalle ferite causate dalla grandine, da un andamento climatico umido accompagnato da temperature di 28-32 °C. La conservazione del batterio avviene nel terreno e allo stato saprofitario sulle radici di varie piante coltivate e spontanee. DIFESA: utilizzare terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; impiegare seme sano; ricorrere a interventi con sali rameici e acibenzolar-S-methyl. v a mi eii) e iie i i, el e ae Maculatura necrotica** (Tomato spotted wilt virus 5 TSWV, gen. Tospovirus). Determi- na quadri sintomatologici di gravità variabile in funzione dello stadio di sviluppo delle piante al momento dell infezione. Sulle foglie compaiono macchie con anelli concentrici che poi formano aree necrotiche che possono estendersi al picciolo e al fusto. Le giovani foglie ingialliscono e in seguito assumono un colore marrone rossastro. Per le caratteristiche epidemiologiche di TSWV e la DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. G Mosaico*** (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). Produce sulle foglie apicali una decolorazione lungo le nervature principali accompagnata da aree clorotiche distribuite irregolarmente sulla lamina che talvolta si presenta anche malformata. Col tempo la pianta assume un aspetto clorotico. Alcuni isolati di CMV con associato un RNA satellite (CARNA5) di tipo necrogenico causano la necrosi del fusto e delle foglie. Per la modalità di trasmissione di CMV e la DIFESA: ®Mosaico comune del cetriolo. Mosaico comune*** (Tobacco mosaic virus 5 TMV, gen. Tobamovirus). Si presenta sulle foglie con aree di colore verde scuro alternate ad aree di colore verde chiaro, localizzate negli spazi internervali o decorrenti lungo le nervature, accompagnate da bollosità e deformazioni della lamina che può presentarsi molto più stretta del normale. TMV si conserva per mesi nei residui vegetali infetti e penetra nelle piante attraverso microlesioni, in particolare durante le fasi di trapianto. DIFESA: ®Mosaico del pomodoro. a a a. ui ei C. ce e. iA: G 663 Necrosi nervale*** (Potato virus Y 5 PVY, gen. Potyvirus). Alcuni isolati di PVY causa- no sintomi fogliari simili a quelli del mosaico. Altri inducono aree decolorate distribuite irregolarmente sulla lamina. In seguito le piante assumono un colore verde chiaro, mentre le nervature delle foglie delle corone mediane e basali necrotizzano provocando bollosità e accartocciamento del lembo. Le caratteristiche epidemiologici di PVY e i criteri di DIFESA: sono gli stessi indicati per la necrosi nervale della patata. Tamerici (Tamarix gallica) i Afide delle tamerici* (Brachyunguis tamarici; Rinc. Afid.). Di colore verdognolo, infesta i germogli con piccole colonie. I danni sono trascurabili. DIFESA: non necessaria. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 663 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini