Tasso

G 664 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cicalina delle tamerici** (Opsius stactogalus; Rinc. Cicadell.). una cicalina di co- lore verde che infesta la vegetazione, causando depigmentazioni e disseccamento. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia delle tamerici** (Trabutina mannipara; Rinc. Pseud.). una cocciniglia con follicolo color tabacco, di forma sferoidale, del diametro di circa 5 mm, con un foro nella regione anale. Infesta i rametti, riunita in gruppi alla biforcazione degli stessi. Produce abbondante melata che imbratta la vegetazione e consente lo sviluppo della fumaggine. Compie una generazione anfigonica all anno e sverna come neanide della seconda età nascosta in punti riparati dei rami. In primavera prosegue nello sviluppo, raggiungendo la maturità in luglio. L ovodeposizione avviene dal mese di luglio a settembre. Le neanidi abbandonano il follicolo materno dopo aver compiuto la prima muta, facendo registrare le massime fuoriuscite in luglio-agosto. DIFESA: intervento con clorpirifos-metile alla fuoriuscita delle neanidi di II età dal follicolo materno. f Carie del legno* (Inocutis tamaricis, Inonotus tamaricis; Bas.). Il patogeno determina processi di carie nel legno, con comparsa dei carpofori lungo il tronco, colpisce le radici e le sue ife raggiungono il tronco. Le piante colpite deperiscono e nel corso degli anni finiscono per morire. DIFESA: abbattimento e dicioccamento delle piante colpite, se affette da un notevole stato di deperimento vegetativo. Cecidomia* (Taxomia taxi; Ditt. Cecid.). Le larve (di colore rosso) attaccano gli apici vegetativi dei germogli portando alla formazione di una galla vagamente somigliante a un minuscolo carciofo. Gli adulti compaiono in primavera avanzata e depongono le uova negli apici vegetativi. Le larve attaccano gli abbozzi fogliari, trasformandoli in una galla, e ultimano lo sviluppo nella successiva primavera per poi impuparsi all interno della galla senza imbozzolarsi. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia fioccosa*** (Pulvinaria floccifera; Rinc. Cocc.). Infesta la pagina inferiore delle foglie ed è facilmente riconoscibile per l allungato ovisacco di colore bianco. Compie una sola generazione all anno, per partenogenesi telitoca, con nascite delle neanidi alla fine di giugno o in luglio e svernamento con neanidi di II età. DIFESA: intervento con olio bianco, buprofezin, pyriproxifen e fosforganici (clorpirifos-metile, clorpirifos) alla nascita delle neanidi. Lecanio del tasso*** (Parthenolecanium pomeranicum; Rinc. Cocc.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e l asse dei rametti. La cocciniglia ha femmine mature (3,5 3 4 mm) di forma convessa, di colore bruno lucente, mentre quelle giovani sono di colore giallo. I maschi hanno un follicolo allungato, bianco vitreo, lungo circa 2 mm. Si riproduce per partenogenesi facoltativa, compie una sola generazione all anno e sverna con neanidi di II età localizzate sul lato inferiore delle foglie. L ovodeposizione avviene nella prima metà di giugno e le neanidi nascono in luglio. Intorno alla metà di agosto passano alla II età e in tale stadio svernano. DIFESA: intervento alla nascita delle neanidi con olio bianco, pyriproxyfen, buprofezin. Oziorrinco* (Otiorhynchus ovatus; Col. Curcul.). Gli adulti (5 mm di lunghezza, di colore nero-bruno lucente) compiono erosioni sul margine fogliare. Compie una sola generazione all anno, con adulti presenti in giugno-luglio e ricomparsa in settembre, dopo aver estivato. DIFESA: non necessaria. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 664 F lo C v r e R s d a i A c g o D A Tasso (Taxus baccata) i a 5/30/18 9:55 AM ta ta la a D d d u s s If p s g c P m s u n e 2 s ta e d

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini