Tiglio

oo. T Tiglio (Tilia spp.) a a n i. a a pa a o a ali e, ci e e a o e mdi o ) a ) o. r di a a o di a e, G 665 Falso ragnetto rosso del tasso* (Pentamerismus taxi; Acar. Tenuip.). un acaro di co- lore rosso aranciato (0,3 mm di lunghezza) con irregolari maculature nerastre sul dorso. Con le sue punture determina la decolorazione, l ingiallimento degli aghi e delle parti verdi dei rametti. Sverna con femmine fecondate, che in primavera depongono uova rosso-aranciate, dalle quali nascono larve che si trasformano in protoninfe, deutoninfe e infine in adulti. DIFESA: impiego eventuale di acaricidi (es. tebufenpyrad). Ragnetto verde delle conifere* (Oligonychus ununguis; Acar. Tetranich.). Attraverso la suzione dei succhi cellulari asporta il pigmento clorofilliano, con conseguente depigmentazione, bronzatura, arrossamento e caduta degli aghi. ®Abete rosso per gli aspetti morfologici e biologici dell acaro e per la difesa. Tiglio (Tilia spp. - T. cordata, T. platyphyllos, T. tomentosa, T. americana) i Afide del tiglio e del gigaro* (Patchiella reaumuri; Rinc. Afid.). Infesta i germogli causando un serrato ammasso fogliare e la deformazione dell asse del germoglio. In genere gli attacchi interessano i germogli inseriti sulla parte alta del tronco. Compie un olociclo dioico con ospite secondario rappresentato dal Gigaro (Arum maculatum). DIFESA: non giustificata. Afide verde del tiglio*** (Eucallipterus tilia; Rinc. Afid.). un afide giallo con serie di tacche sclerotizzate. Infesta la pagina inferiore delle foglie. Produce abbondante melata, che imbratta la vegetazione e le cose sottostanti la chioma e sulla quale si sviluppa la fumaggine. Compie un olociclo monoico. DIFESA: intervento con pirimicarb o con altri aficidi, con eventuale preliminare trattamento con acqua per dilavare la melata. Dasichira* (Elkneria pudibunda; Lepid. Limantr.). Le larve (50 mm di lunghezza) sono di colore verde pallido con aree intersegmentali nere vellutate, presentano spazzole di peli gialli sui primi 4 segmenti addominali e un ciuffo di peli rossi caudali. Compie una generazione all anno con volo degli adulti dalla metà maggio a quella di giugno e svernamento allo stadio di crisalide entro un bozzolo, in terra o fra le foglie secche del sottobosco. DIFESA: non opportuna. Ifantria** (Hyphantria cunea; Lepid. Arct.). Le larve divorano inizialmente le foglie poste all apice dei rami esterni, avvolgendo la vegetazione con tele sericee, per poi spostarsi su altre parti della chioma. In caso di forte attacco la vegetazione fogliare viene in gran parte divorata. ®Gelso per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai contro le giovani larve. Pulvinaria del tiglio e dell ortensia*** (Pulvinaria hydrangeae; Rinc. Cocc.). Le femmine ovideponenti (3 3 2 mm) vivono sulla pagina inferiore delle foglie e formano un sacco ovigero ceroso di colore bianco candido, carenato longitudinalmente. Compie una sola generazione all anno con femmine ovideponenti in maggio. Queste producono un ovisacco contenente alcune migliaia di uova. Le neanidi nascono a metà giugno e colonizzano la pagina inferiore delle foglie. Prima della caduta delle foglie compiono 2 mute per passare alla III età. Con l approssimarsi della caduta delle foglie si spostano sui rami, per passare l inverno, e alla fine di marzo ritornano sulle foglie per il completamento dello sviluppo. In seguito all attacco le foglie fortemente infestate disseccano e cadono; molte neanidi devitalizzate dal caldo estivo cadono a terra e, sotto forma di polvere rugginosa, imbrattano le cose sottostanti le piante (mezzi automobilistici, G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 665 G 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini