SEZIONE G

T Trifoglio (Trifolium spp.) o o Gli adulti (di colore nero bluastro, lunghi 2 mm e forniti di un lungo rostro) compaiono all inizio della primavera e si nutrono compiendo piccole perforazioni fogliari per poi accoppiarsi. Le uova vengono deposte entro pozzetti scavati nei capolini ancora chiusi. Le larve completano lo sviluppo in una ventina di giorni per compiere la metamorfosi entro una celletta di rosura impastata con saliva e ricavata nei capolini infestati. I nuovi adulti compaiono in giugno e originano una seconda generazione, i cui adulti compaiono all inizio di settembre e si rifugiano nel terreno per svernare. DIFESA: non necessaria. n li i. na o Cidia del trifoglio* (Cydia compositella; Lepid. Tortr.). La larva (12-15 mm di lunghezza, di colore giallo-bruno) vive nei capolini, distruggendo i singoli fiori. Gli adulti (10-15 mm di apertura alare, con ali anteriori brune interessate da 8 tacche virgoliformi sul bordo anteriore e 4 strie bianche poste a metà del campo alare) volano in maggio, con deposizione di uova isolate sulle foglie. Le larve attaccano i capolini e a maturità si incrisalidano in mezzo alle foglie secche. In luglio sfarfallano i nuovi adulti che avviano la seconda generazione di larve; queste raggiungono la maturità in agosto, quindi si rifugiano nel terreno e trascorrono l inverno in diapausa, per poi incrisalidarsi in aprile. DIFESA: non necessaria. di a a o. mdi e e. Sitone* (Sitona lineatus, S. humeralis; Col. Cucul.). Gli adulti compiono erosioni sul margine fogliare e dopo l accoppiamento depongono le uova nel terreno, dove le larve si sviluppano a spese dei tubercoli di origine batterica. DIFESA: non necessaria. f e a e di G deggianti, nell ambito delle quali si notano punteggiature nere rappresentate da picnidi che rilasciano picnidospore destinate alla diffusione delle infezioni. DIFESA: non giustificata per l insignificante importanza dei danni. Pseudopeziza* (Pseudopeziza trifolii; Asc.). Determina sulle foglie la comparsa di numerose piccole macchie rotondeggianti di colore bruno. Le infezioni avvengono soprattutto in autunno, con danni limitati. Il patogeno si conserva sulle foglie colpite, sulle quali si differenziano apoteci con aschi che liberano, in primavera, le ascospore. DIFESA: non giustificata. Ruggine* (Uromyces trifolii; Bas.). Determina la comparsa di pustole rugginose sulla pagina inferiore delle foglie. Le infezioni avvengono in autunno, ma producono danni insignificanti. DIFESA: non giustificata. ftpl Fillodia* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). Gli organi fiorali manifestano i peduncoli allungati e gli annessi fiorali inverditi o trasformati in foglioline. Le foglie arrestano il loro sviluppo e presentano una tinta meno intensa del normale accompagnata, in quelle più vecchie, da un tipico arrossamento marginale; intorno al colletto si formano gemme avventizie. Le piante colpite dalla malattia spesso muoiono 1-2 anni dopo l infezione. Per gli aspetti epidemiologici dell agente della malattia, vale quanto esposto per il giallume dell aster. DIFESA: di solito non necessaria. e o e o. Ascochitosi* (Ascochyta trifolii; Asc.). Si manifesta con macchie bruno-nerastre, roton- Mal bianco* (Erysiphe trifolii, syn. Erysiphe martii; Asc.). La vegetazione fogliare viene ricoperta da un muffa biancastra, costituita dalla vegetazione miceliale del fungo. I danni sono di scarso interesse. DIFESA: non giustificata. ao, o a a uo ui o a. G 667 v Mosaico* (White clover mosaic virus 5 WClMV, gen. Potexvirus). Si manifesta con mosaicatura del lembo e decolorazioni clorotiche perinervali, alle quali si accompagnano la deformazione della lamina fogliare e uno sviluppo ridotto della pianta. Il virus si trasmette per contatto. DIFESA: non necessaria. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 667 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini