Tuia

G 668 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ingiallimento nervale** (Clover yellow vein virus 5 ClYVV, gen. Potyvirus). I sintomi tipici consistono in decolorazioni dei tessuti adiacenti alle nervature fogliari e maculatura clorotica dei tessuti internervali. In natura il virus è trasmesso da afidi in modo non persistente. DIFESA: non necessaria. v d p S la r c b F d Tuia (Thuja sp.) i M Cocciniglia bianca del ginepro* (Carulaspis juniperi; Rinc. Diasp.). caratterizzata da scudetti femminili ovali di colore bianco che infestano gli aghi e le bacche. I danni sono di scarsissimo interesse. Compie in genere una sola generazione all anno e sverna come femmina fecondata. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia bianca dei cipressi* [Carulaspis minima (5 C. carueli ); Rinc. Diasp.]. caratterizzata da scudetti femminili ovali di colore bianco che infestano aghi e bacche. Le piante sono talora interessate da forti infestazioni con conseguente disseccamento della chioma. ®Cipressi per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con clorpirifos-metile o clorpirifos alla nascita delle neanidi e solo in caso di forti infestazioni. Cocciniglia cotonosa dei ginepri** (Planococcus vovae; Rinc. Pseud.). Ha individui coperti di polvere cerosa che formano ammassi sui rami e sulla vegetazione fogliare. ®Ginepro per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Gonocero del ginepro e della tuja* (Gonocerus juniperi; Rinc. Cor.). una cimice che infesta anche il ginepro. ®Ginepro per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. a Ragnetto verde delle conifere* (Oligonychus ununguis; Acar. Tetranich.). Attraverso la suzione dei succhi cellulari asporta il pigmento clorofilliano con conseguente depigmentazione, bronzatura, arrossamento e caduta degli aghi. ®Abete rosso per gli aspetti morfologici e biologici dell acaro e per la difesa. i A te c p D C g fo n C s p la n G ( fi r B c Marciume del colletto e delle radici* (Phytophthora cinnamomi; Oomycota). Deter- Tulipano (Tulipa spp.) S i Afide maculato delle serre* (Aulacorthum circumflexum; Rinc. Afid.). un afide fa- ( ® d a mina la marcescenza dell anello corticale del colletto e delle radici, con conseguente disseccamento delle piante. ®Rododendro. cilmente riconoscibile per una sclerificazione dorsale a ferro di cavallo. Si moltiplica ininterrottamente attraverso il succedersi continuo di generazioni partenogenetiche in quanto le forme sessuate sono sconosciute. Causa deperimenti vegetativi ed è vettore di virus, che trasmette in modo persistente. DIFESA: ricorso a interventi con aficidi (pirimicarb e neonicotinoidi). Acaro dei bulbi* (Rhizoglyphus robini; Acar. Acarid.). un acaro con individui di colo- re perlaceo, con femmine di 0,5-1 mm e con maschi di due tipi: uno di 450-720 micron con appendici rosso-brunastre, l altro di 600-780 micron con appendici più intensamente colorate. Si sviluppa sui bulbi, a spese dei tessuti sani, nonché su materiale vegetale in decomposizione, con generazioni che richiedono mediamente 17-27 giorni. DIFESA: utilizzo di materiale di propagazione indenne. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 668 5/30/18 9:55 AM T c m z s e T c p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini