Uva spina

mi an U Uva spina (Ribes grossularia) v ui e. e i. o gti re aa n e di on ae i. Mosaico giallo* (Bean yellow mosaic virus 5 BYMV, gen. Potyvirus). caratterizzato da una striatura clorotica della lamina fogliare e da un minore vigore vegetativo della pianta. Modalità di diffusione e DIFESA: ®Mosaico giallo del fagiolo. Striatura dei petali* (Tulip breaking virus 5 TBV, gen. Potyvirus). I tulipani virosati con la corolla rossa o rosa presentano i petali con striature di colore più intenso o più chiaro rispetto al colore normale dei petali, a volte accompagnate da una debole maculatura clorotica delle foglie e riduzione di sviluppo della pianta. Il virus si trasmette tramite bulbi infetti; in natura ed è diffuso da afidi secondo la modalità della non persistenza. DIFESA: prevede l impiego di materiale di propagazione (bulbi) sano nonché la distruzione delle piante infette alla prima comparsa dei sintomi (®anche Parte generale). a o e ]. e sn e- G 669 Uva spina (Ribes grossularia) i Afide pallido dell uva spina* (Hyperomyzus pallidus; Rinc. Afid.). Vive abitualmen- te sull uva spina, ma attacca anche il ribes. Gli afidi (atteri di colore verde pallido con sifoni rigonfi nella parte mediana e forme alate con sclerotizzazione dorsale trapezoidale) colonizzano la vegetazione dei germogli. ®Ribes per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con lambdacialotrina o etofenprox. Cocciniglia bianca del gelso** (Pseudaulacaspis pentagona; Rinc. Diasp.). La cocciniglia infesta le ramificazioni, formando talora incrostazioni. ®Pesco per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: taglio dei rami infestati, intervento con olio bianco alla nascita delle neanidi. Cocciniglia di S. José* (Quadraspidiotus perniciosus; Rinc. Diasp.). La cocciniglia infesta le ramificazioni causando l arrossamento dei tessuti corticali in corrispondenza dei punti d insediamento. ®Melo per gli elementi identificativi e gli aspetti biologici della cocciniglia. DIFESA: asportazione dei rami fortemente infestati; intervento contro le neanidi svernanti con olio bianco durante il riposo vegetativo o alla nascita delle neanidi. Geometra del ribes e dell uva spina* (Abraxas grossulariata; Lepid. Geom.). Le larve (giallognole, con capo e stigmi neri, grandi macchie dorsali quadrangolari e nere, lunghe fino a 40 mm, che si muovono a compasso) divorano le foglie. ®Ribes per gli altri caratteri identificativi dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e spinosad solo in presenza di forti presenze larvali. Sesia del ribes e dell uva spina* (Synanthedon typuliformis; Lepid. Ses.). La larva (bianca con capo bruno, lunga fino a 2,5 cm) scava una galleria longitudinale nei rami. ®Ribes per gli altri caratteri identificativi e gli aspetti biologici. DIFESA: asportazione e distruzione dei rami infestati dalle larve. Tentredine della mahonia* (Arge berberidis; Imen. Arg.). Le larve (lunghe fino a 18 mm, con capo nero lucente, addome biancastro con una grossa galla sui lati di ciascun segmento) compiono erosioni fogliari, partendo dal bordo del lembo. Compie 2 generazioni (per partenogenesi telitoca) all anno. Gli adulti (fondamentalmente di colore blu scuro, lunghi circa 10 mm) volano in maggio e in agosto. Lo svernamento avviene come eopupa imbozzolata nel terreno. DIFESA: non necessaria. Tentredine gialla* (Pteronidea ribesii; Imen. Tentred.). Le larve (lunghe 15 mm, con capo nero e addome verde chiaro con verruche pilifere nere) divorano le foglie. ®Ribes per gli altri aspetti DIFESA: intervento con spinosad alla comparsa delle larve. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 669 G 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini