Vigna

e, eie a a V Viola (Viola spp., Matthiola spp.) v Mosaico* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). caratterizzato da un mo- v Mosaico* (Cowpea mosaic virus 5 CPM, gen. Comovirus). Determina la comparsa i mo e ro a o. ). alo. di diverse sintomatologie che, in funzione della varietà e delle condizioni ambientali, possono manifestarsi come maculature, bollosità o arricciamento della lamina fogliare. CPV in natura è trasmesso da coleotteri. DIFESA: di solito non necessaria. Mosaico giallo* (Alfalfa mosais virus 5AMV, gen. Alfamovirus). I sintomi consistono in maculature fogliari di colore giallo. Per le caratteristiche epidemiologiche del virus ®Mosaico dell erba medica. DIFESA: di solito non necessaria. Viola (Viola spp., Matthiola spp.) i. e r- saico fogliare di colore giallo vivo, evidente soprattutto su Viburnum lantana (lantaggine). Il virus è trasmesso in modo non persistente da afidi. L infezione non incide in maniera apprezzabile sull attività vegetativa delle piante. DIFESA: non necessaria. Vigna (Vigna spp.) i- ue e mo G 671 c f Afide della viola* (Myzus ornatus; Rinc. Afid.). L afide (di colore giallo pallido o ver- de, con bande trasversali dorsali sclerificate) infesta la pagina inferiore delle foglie. Svolge un anolociclo e dense colonie possono essere osservate anche in pieno inverno. DIFESA: eventuale intervento con pirimicarb o altri aficidi (es. imidacloprid, thiametoxam, pimetrozine, ecc.). Afide verde del pesco** (Myzus persicae; Rinc. Afid.). Nella tarda primavera infesta i fiori e le foglie delle viole con individui di colore rosa. ®Pesco per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso al trattamento con aficidi (azadiractina, pirimicarb, piretro, ecc.). Cecidomia della viola* (Dasineura affinis; Ditt. Cecid.). Le larve pungono i tessuti delle giovani foglie causando l accartocciamento e l ispessimento dei tessuti del lembo fogliare. DIFESA: asportazione delle foglie con galle occupate dalle larve. Peronospora* (Peronospora violae; Oomycota). particolarmente dannosa per le foglie, con possibile deperimento delle piante. Determina sulle foglie una colorazione giallastra a cui corrisponde sulla pagina inferiore una efflorescenza grigio-bluastra costituita dai conidiofori e conidi. La malattia è favorita da elevati valori di umidità relativa con temperature comprese fra 10 e 20 °C. DIFESA: oltre che sull arieggiamento degli ambienti protetti, è basata sull applicazione di fungicidi (es. rameici, mancozeb, fosetyl-Al). Ruggine* (Puccinia violae; Bas.). Trattasi di una ruggine autoica ed euciclica (con tutti i 5 stadi di sviluppo: spermogonico, ecidico, uredosorico, teleutosorico e basidiale). Si manifesta con numerose pustole (uredosori) che a maturità liberano una polvere rugginosa costituita da una miriade di spore (uredospore) destinate ad avviare nuove infezioni; in seguito altre pustole (teleutosori) liberano spore svernanti (teleutospore) che, germinando, producono basidi con relative basidiospore. DIFESA: asportazione e distruzione delle foglie colpite e ricorso al trattamento con mancozeb o triazoli. Vaiolatura o Macchie bianche* (Ramularia lactea; Asc.). Colpisce Viola odorata e V. tricolor determinando la comparsa di ampie macchie fogliari di colore bianco con successivo disseccamento dei tessuti, nell ambito dei quali compaiono picnidi sotto forma di punteggiature nere che rilasciano picnoconidi destinati ad avviare nuove infezioni. DIFESA: di norma non necessaria, eventuale intervento con sali rameici. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 671 G 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini