SEZIONE G

li e ae a oe ndi u e o, e ne e e a oe e iani o a el o e n- a ei ra e, o, e di e o ti ni V Vite (Vitis vinifera) G 675 Cicalina nordamericana* (Erythroneura vulnerata; Rinc. Cidadell.). Gli adulti sono di colore bruno verdastro con ali anteriori interessate da nervature biancastre e macchie azzurrognole, mentre nelle forme estive al terzo distale della nervatura costale è presente un ramo di colore rossastro. Le sue punture operate sulle foglie causano depigmentazioni simili a quelle prodotte da Zygina rhamni. Sverna allo stato adulto in mezzo alle foglie secche cadute a terra e compie probabilmente 3 generazioni all anno. DIFESA: non giustificata attraverso trattamenti specifici. Cimice verde della vite* (Lygus spinolai; Rinc. Mir.). interamente verde-giallastra, lun- ga 5-6 mm. Le neanidi pungono gli abbozzi fogliari delle gemme in procinto di aprirsi causando necrosi dei tessuti e conseguente arresto di sviluppo della parte danneggiata. Con l accrescimento della vegetazione le foglie presentano perforazioni, profonde lacerazioni e vistose deformazioni del lembo. Le punture effettuate sugli abbozzi dei grappolini impediscono l apertura dei fiori e causano necrosi puntiformi sul rachide. L insetto compie una sola generazione all anno, svernando con uova inserite, isolate o in gruppi, entro la parte midollare dei tagli di potatura o sotto il ritidoma. Le neanidi nascono in aprile e gli adulti compaiono dall inizio di giugno, rimanendo poi nel vigneto fino a tutto settembre. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia barchetta del corniolo* (Parthenolecanium corni; Rinc. Cocc.). Infesta i tralci della pagina inferiore delle foglie. La femmina è rosso mattone, coriacea, di forma ovale e gibbosa, le cui dimensioni sono pari a 4-5 3 3-4 mm. Compie 2 generazioni all anno (prevalentemente partenogenetiche), con nascite nella seconda metà di giugno e a metà agosto, mentre l inverno viene trascorso con neanidi della seconda età aderenti ai rami. DIFESA: intervento con fosforganici (es. clorpirifos, clorpirifos-metile) alla nascita delle neanidi. G Cocciniglia nera della vite** (Targionia vitis; Rinc. Diasp.). Ha femmine con corpo violaceo protetto da un follicolo rotondeggiante grigio scuro, con esuvie leggermente eccentriche e di colore nero lucente. Infesta il ceppo, i cordoni permanenti e le foglie. Sugli organi legnosi, nascoste dal ritidoma, può formare incrostazioni. Compie una sola generazione all anno, svernando con femmine mature fecondate e con neanidi partorite tra la metà di maggio e quella di giugno. Le femmine più precoci possono partorire neanidi nel corso della stessa stagione, per cui lo svernamento può avvenire, in minima parte, tramite giovani femmine. DIFESA: intervento con fosforganici (es. clorpirifos, clorpirifos-metile) alla nascita delle neanidi. Cocciniglie farinose della vite*** (Planococcus ficus, P. citri; Rinc. Pseud.). Sono coc- ciniglie rivestite di polvere cerosa che infestano le foglie e, soprattutto, i grappoli. I grappoli infestati avvizziscono oppure maturano con difficoltà e subiscono perdite del titolo zuccherino. Notevole è la produzione di melata, sulla quale si sviluppa la fumaggine. DIFESA: intervento con fosforganici (es. clorpirifos-metile), spirotetramat, acetamiprid, thiametoxam alla nascita delle neanidi. Cocciniglia farinosa del banano** (Pseudococcus comstocki; Rinc. Pseud.). ®Pesco per le caratteristiche distintive e gli aspetti biologici. Presente in Italia dal 2004, è stata rinvenuta su vite nel 2013 in provincia di Treviso. Infesta il ceppo, i germogli e, soprattutto i grappoli, compiendo danni analoghi a quelli di Planococcus ficus. DIFESA: ricorso al trattamento con acetamiprid, spirotetramat alla nascita delle neanidi. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 675 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini