SEZIONE G

G 676 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cocciniglia farinosa di Boemia* (Heliococcus bohemicus ; Rinc. Pseud.). una coccini- M glia farinosa, facilmente distinguibile dalle altre, essendo il suo corpo fornito di lunghi ed eretti filamenti traslucidi. Sverna con neanidi riparate sotto il ritidoma del ceppo o del cordone permanente e colonizza i germogli alla ripresa vegetativa. Alla fine di giugno-prima decade di luglio avvengono le nascite delle neanidi della prima generazione e alla fine di agosto quelle della seconda. Infesta le foglie, soprattutto quelle vicine al ceppo o al cordone permanente. Qualche isolato individuo può essere riscontrato sui grappoli, quasi esclusivamente su quelli a contatto con il ceppo o il cordone permanente. I danni diretti sono di scarso interesse; ben più temibili sono quelli indiretti essendo la cocciniglia vettrice dei closterovirus GLRaV-1 e GLRaV-2. DIFESA: come per le cocciniglie farinose. d s u to Drosofila** (Drosophila melanogaster 5 D. fasciata; Ditt. Drosof.). Il moscerino infesta le uve mature interessate dagli attacchi della botrite e delle tignole. DIFESA: contenimento delle infestazioni mantenendo esente il vigneto dagli attacchi di botrite e delle tignole. Eulia* [Argyrotaenia ljungiana (5 A. pulchellana); Lepid. Tortr.]. Le larve della prima generazione danneggiano i grappoli fiorali, causando danni analoghi a quelli delle tignole. Le larve della generazione estiva e di quelle autunnali, contrariamente alle larve delle tignole che forano e penetrano negli acini, compiono erosioni sulla parte esterna di questi ultimi. ®Melo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: gli interventi realizzati contro le tignole (es. con tebufenozide, metoxifenozide, clorpirifos, clorpirifos-metile, indoxacarb, spinosad, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai) contengono anche le infestazioni larvali di eulia. Fillossera della vite*** (Viteus vitifoliae; Rinc. Filloss.). Sulle foglie causa la comparsa di numerose galle tubercolose sporgenti sulla pagina inferiore. All apice delle radici di piccolo diametro della vite americana forma galle a testa di uccello , senza causare danni di rilevante interesse; sulla vite europea gli attacchi radicali interessano invece le grosse radici, causando la marcescenza e lo sfaldamento dell anello corticale, con conseguente morte della pianta. Sulla vite americana e su alcuni vitigni innestati su piede americano (Sangiovese, Cabernet, Merlot, Inzolia, Tocai rosso) sverna con uova fecondate deposte nelle anfrattuosità del ceppo. In primavera nascono fondatrici che invadono le foglie e con le loro punture portano alla formazione di galle all interno delle quali le femmine depongono le uova e si sviluppa una discendenza di neogallecole . Queste, fuoriuscite dalle galle, si comportano come la fondatrice e generano neogallecole gallecole . Dopo 5-6 generazioni compaiono neogallecole radicicole che migrano sulle radici per originare una prima discendenza di radicicole , seguite da altre 8-10 generazioni. In agosto nascono sessupare alate che si portano sulle foglie e dalle cui uova si hanno gli anfigonici, le cui femmine fecondate depongono le uova destinate a superare l inverno. Sui vitigni europei, franchi di piede, la fillossera si moltiplica ininterrottamente sulle grosse radici attraverso il susseguirsi continuo di generazioni. DIFESA: innesto dei vitigni europei su piede americano; intervento in vivaio con imidacloprid e sfruttamento dell attività di thiametoxam applicato contro altri fitofagi (cicaline e cocciniglie farinose). G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 676 5/30/18 9:55 AM M s o r tr la e s u a M a e g tr T n M s e d m c ta a N d m 2 r v v p le in fa O C

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini