SEZIONE G

ihi o di oe o rti r a ie a ie a li ie a di e e n u a e o lo e e a lan gi V Vite (Vitis vinifera) G 677 Metcalfa* (Metcalfa pruinosa; Rinc. Flat.). Infesta le foglie e i grappoli, causando ri- duzioni di sviluppo degli acini e del titolo zuccherino. Inoltre, sulla melata prodotta si sviluppa la fumaggine. L insetto compie una sola generazione all anno e sverna con uova deposte nelle anfrattuosità del ceppo e dei cordoni permanenti. DIFESA: intervento con piretro, etofenprox, thiametoxam, spinosad, solo in caso di forte infestazione. Minatrici fogliari* (Holocacista rivillei, Antispila oinophylla; Lepid. Elioz.; Phyllocni- stis vitegenella; Lepid. Fillocn.). La larva della prima specie forma una mina a piazzola ovale, preceduta da un piccolo tratto filiforme (ofiofisonomio); raggiunta la IV età, ritaglia la porzione fogliare minata per costruirsi un fodero bivalve di forma ovale che trasporta con sé e attacca con un filo sericeo al ceppo o ai tralci, al cui interno compie la metamorfosi. Compie in genere 3 generazioni all anno e sverna come larva della V età entro il suo fodero. Antispila oinophylla forma mine simili a quelle di H. rivillei, ma senza il primo tratto filiforme e compie 2 generazioni all anno. Ph. vitegenella forma una lunga mina lineare sottocuticolare. Compie 4-5 generazioni all anno e sverna con adulti riparati sotto il ritidoma. DIFESA: non necessaria. Mosca mediterranea** (Ceratitis capitata; Ditt. Tefrit.). Le larve scavano gallerie negli acini, rese evidenti dal loro percorso rugginoso. ®Arancio per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: nei vigneti meridionali con uve da tavola, monitoraggio con trappole cromotropiche di colore giallo, meglio se innescate con l attrattivo trimedlure; ricorso al sistema attract and kill basato sull impiego di trappole (Decis Trap), con attrattivo proteico e con coperchio impregnato internamente di deltametrina; ricorso al trattamento con acetamiprid. G Moscerino asiatico** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per le caratteri- stiche dell insetto e gli aspetti biologici. I danni interessano soprattutto le uve Corvina e Rondinella raccolte e poste in fruttaio per la produzione dei vini Amarone e Recioto della Valpolicella. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappola innescate con aceto di mela 1 vino rosso 1 zucchero di canna o impiego di trappole commerciali innescate con attrattivo specifico; con catture di adulti e rischio di danni in campo ricorso al trattamento con acetamiprid (formulazione SL); collocazione di telai con rete antinsetto alle aperture dei fruttai per impedire l entrata di moscerini. Nottue** (Noctua pronuba, N. fimbriata; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe fino a 50 mm) divorano nottetempo le gemme cotonose, accecandole, e compiono erosioni sui germogli, causando danni soprattutto sulle viti allevate a cordone. La prima specie compie 2 generazioni all anno con voli in aprile-giugno e in settembre-novembre, e può svernare come larva matura, destinata a incrisalidarsi da dicembre a gennaio, oppure con larve dell ultima età che raggiungono la maturità in primavera, dopo aver danneggiato le viti. La seconda specie sverna come larva dell ultima età, anche questa destinata a completare lo sviluppo nutrendosi di piante a foglia larga e a salire sulle viti per accecare le gemme cotonose e divorare la giovane vegetazione dei germogli. DIFESA: intervento in presenza di accecamenti interessanti il 2% delle gemme, trattando con piretroidi la fascia lungo i filari per colpire le larve presenti sulla vegetazione spontanea. Oziorrinchi** (Otiorhynchus sulcatus, O. armatus, O. corruptor, O. mastix, O. lugens; Col. Curcul). Gli adulti (di colore bruno o nerastro, talora con piccole macchie di peli G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 677 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini