SEZIONE G

G 680 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE larvale (prima carpofaga) che danneggia gli acini nelle fasi di prechiusura e chiusura dei grappoli. Un terzo volo avviene da metà agosto a tutto settembre e oltre, seguito dalla terza generazione larvale (seconda carpofaga) che danneggia i grappoli in via di maturazione o pronti per la vendemmia. In annate particolarmente calde una parte della popolazione più precoce può originare un quarto volo, seguito da una quarta generazione di larve, che in genere non riesce a completare lo sviluppo. Lo svernamento della tignola avviene con crisalidi riparate sotto il ritidoma. DIFESA: monitoraggio dei voli con trappole a feromoni per individuare le punte di volo e realizzazione di controlli visivi per il rilevamento di uova/larve valutando l esistenza di situazioni di rischio rappresentate dal superamento delle soglie di attenzione che, per la II e III generazione, variano, per le uve da vino, dall 1-5% al 10-15% di grappoli ospitanti uova e larve neonate; intervento all inizio delle nascite larvali con tebufenozide, metoxifenozide, indoxacarb, spinosad, emamectina-benzoato, clorantraniliprole, clorpirifos, clorpirifos-metile, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. fe m D A s q g s è S to a Tripide* (Drepanothrips reuteri; Tisanott. Trip.). Compie una moltitudine di punture sulle foglie causando la comparsa di punteggiature necrotiche che impediscono il regolare sviluppo fogliare. Punge anche i germogli e il rachide dei grappolini causando la comparsa di striature necrotiche. In estate avanzata, le infestazioni interessano la vegetazione distale dei tralci erbacei, causando punteggiature necrotiche fogliari e raccorciamento degli internodi. I danni maggiori avvengono al germogliamento, quando le basse temperature ritardano la dispersione dei tripidi sulla pianta. Sverna con adulti riparati sotto il ritidoma e compie più generazioni all anno. DIFESA: in genere non sono giustificati interventi per la bassa incidenza dei danni. Tripide occidentale*** (Frankliniella occidentalis; Tisanott. Trip.). Danneggia le uve da tavola dei vigneti dell Italia meridionale. Causa colature fiorali e le punture effettuate sugli acini determinano la comparsa di macchie necrotiche. ®Melanzana per gli aspetti morfologici del tripide e la biologia. DIFESA: interventi in prefioritura e allegagione, alla comparsa delle infestazioni, utilizzando methiocarb, acrinatrina, spinosad, clorpirifosmetile. Zigena* (Theresimima ampelophaga; Lepid. Zigen.). Le larve (color nocciola, con il corpo fornito di 4 file di tubercoletti ornati di setole, lunghe a maturità 15 mm) accecano le gemme cotonose e compiono erosioni fogliari. Gli adulti (con ali anteriori brune con riflessi metallici bronzei o bluastri e un apertura alare di 20-25 mm) volano in giugno-inizio luglio. Le uova vengono deposte preferibilmente sulla pagina inferiore. Le larve vivono gregarie, compiendo erosioni fogliari. Abbandonate le foglie, si ritirano sotto il ritidoma per superare l inverno al II-III stadio di sviluppo, per poi fuoriuscire alla comparsa delle gemme cotonose o al germogliamento delle viti. Raggiunta la maturità a fine maggio, si incrisalidano nelle screpolature del ceppo o sotto il ritidoma. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. e Acaro dell acariosi*** (Calepitrimerus vitis; Acar. Eriof.). Causa imbrunimenti e dissec- camenti degli abbozzi fogliari, aborto dei grappolini, annerimenti e necrosi fogliari, defogliazioni, raccorciamento degli internodi distali dei tralci erbacei, punteggiature necrotiche delle giovani foglie e danneggia pure le gemme neoformate. Sverna con G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 680 5/30/18 9:55 AM R lo c c ti C m m fe R fe to in e c P p fa p fo d s ti e p s s r d lu p a p q

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini