SEZIONE G

ei a aodi a pr e r o d, - V Vite (Vitis vinifera) femmine deutogine riparate alla base dei sarmenti e fra le perule esterne delle gemme e compie diverse generazioni che si susseguono per l intera stagione vegetativa. DIFESA: intervento con spirodiclofen, fenazaquin. Acaro dell erinosi** (Colomerus vitis; Acar. Eriof.). Causa la comparsa di galle sporgenti sulla pagina superiore e rivestite nella parte concava da un feltro inizialmente bianco, quindi color ruggine. Sverna protetto sotto le perule delle gemme e fuoriesce al germogliamento per invadere la pagina inferiore delle foglie e causare, con le sue punture, lo sviluppo delle galle. Compie più generazioni all anno. L eriofide, oltre ai danni diretti, è temibile in quanto vettore di Grapevine Pinot gris virus (GPGV) (®più avanti). DIFESA: solo nei vigneti abitualmente interessati da precoci e dannose infestazioni, intervento con acaricidi (es. spirodiclofen), alla comparsa delle prime foglie libere. a e eo a co ti o a e ti a s- il cri o e. o e aa. e ci, e n G 681 Ragnetto giallo*** (Eotetranychus carpini; Acar. Tetranich.). Ha individui di colore gial- lo chiaro o verde pallido che infestano la pagina inferiore delle foglie. Le loro punture causano la comparsa di aree ingiallite, talora estese all intero lembo, seguite dalla necrosi dei tessuti. Le foglie gravemente colpite cadono prematuramente con conseguenti ripercussioni negative sulla lignificazione dei tralci e sul grado zuccherino dell uva. Compie 4-7 generazioni all anno, sverna con femmine fecondate riparate sotto il ritidoma e la loro fuoriuscita avviene all epoca del germogliamento. DIFESA: ricorso al trattamento con acaricidi (abamectina, clofentezine, etoxazole, hexithiazox, fenpiroximate, fenazaquin, pyridaben, tebufenpyrad, spirodiclofen). G Ragnetto rosso dei fruttiferi** (Panonychus ulmi; Acar. Tetranich.). caratterizzato da femmine globose di colore rosso. Sverna con uova (di colore rosso e a forma di cipollotto) deposte in gruppi in prossimità dei nodi. Compie 7-9 generazioni all anno. Le foglie infestate ingialliscono e disseccano con conseguenti ripercussioni sul titolo zuccherino e sulla lignificazione dei tralci. DIFESA: come per il ragnetto giallo. c Peronospora*** (Plasmopara viticola; Oomycota). la malattia più importante e col- pisce tutte le parti verdi della pianta, in particolare le foglie e i grappoli nelle diverse fasi di sviluppo. Le foglie sono più sensibili quando sono ancora giovani, ma sono colpite anche quelle più vecchie. Le prime manifestazioni sono rilevabili sulle foglie sotto forma di macchie decolorate, rotondeggianti, che poi assumono l aspetto di macchie d olio . Sulla pagina inferiore, in corrispondenza delle parti colpite, si forma, in presenza di una elevata umidità relativa, un efflorescenza biancastra, costituita dalle fruttificazioni del fungo. Con tempo asciutto può mancare l efflorescenza, ma rimangono evidenti le macchie d olio; in seguito i tessuti colpiti disseccano. Sulle foglie vecchie la progressione del micelio entro i tessuti fogliari avviene con difficoltà per cui la malattia si manifesta con piccole macchie poligonali (peronospora a mosaico) e una ridotta sporulazione. I grappoli possono essere colpiti precocemente, prima o durante la fioritura. In queste fasi si assiste all allessatura del peduncolo, del rachide, dei racimoli e dei pedicelli, che poi si ricoprono di muffa biancastra. Gli acini nelle prime fasi di sviluppo possono essere colpiti direttamente e invasi dall efflorescenza fungina. In epoca più avanzata, con acini delle dimensioni di un grano di pepe o poco più, le infezioni avvengono attraverso i pedicelli in quanto gli stomi ormai degenerati non consentono più l insediamento del patogeno. Negli attacchi tardivi, con acini già ben sviluppati, questi imbruniscono, senza ricoprirsi di muffa, per poi andare incontro a una forma di G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 681 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini