SEZIONE G

V Vite (Vitis vinifera) e o ni e e io ani o e foa di é r o à a n o e n o oa a ni e li osi li e o ri li di t, ni o i, e, A G 683 (dimetomorf, iprovalicarb, benthiavalicarb, valifenalate, mandipropamid), fenilamidi (metalaxyl, metalaxyl-M, benalaxyl, benalaxyl-M), QoI (axoxystrobin, pyraclostrobin, famoxadone, fenamidone), QoIsi (ametoctradin), QiI (cyazofamid, amisulbrom), olio essenziale di arancio in varie combinazioni. f Antracnosi* (Elsino ampelina, syn. Sphaceloma ampelinum ; Asc.). Colpisce i vivai di piante madri di viti americane. Si manifesta a livello fogliare con macchie necrotiche poligonali e successivo distacco dei tessuti alterati, mentre sui tralci erbacei determina la comparsa di lesioni cancerose di colore grigio con bordo nero. Sugli acini compaiono ampie macchie grigie bordate di nero. Il patogeno si conserva con sclerozi sui tralci e le infezioni sono favorite da un andamento climatico particolarmente umido. DIFESA: i normali interventi antiperonosporici con prodotti ad ampio spettro consentono di contenere le eventuali infezioni; con le operazioni di potatura asportare e bruciare i sarmenti colpiti dalla malattia. Botrite*** (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea ; Asc.). Colpisce soprattutto i grappoli, meno frequentemente i germogli e le foglie. Sui grappoli la malattia può manifestarsi precocemente, con necrosi dei fiori e del rachide, ma le infezioni più gravi riguardano i grappoli in maturazione. Sugli acini compaiono dapprima macchie bruno-olivacee, seguite nel volgere di pochi giorni da un processo di marcescenza con formazione di muffa grigia che contamina gli acini vicini, formando nidi di marciume che poi si ingrandiscono e coinvolgono spesso l intero grappolo. Sul rachide di alcuni vitigni può manifestarsi una forma di marciume peduncolare che causa la caduta dei grappoli prossimi alla maturazione. I tralci sono colpiti quando sono verdi; su questi si formano macchie marcescenti che causano la morte della parte distale. Su quelli lignificati compaiono masse scleroziali (compatti addensamenti di micelio) grigio-nerastre. All inizio della stagione vegetativa, in coincidenza con periodi freddi e piovosi, sulle giovani foglie delle viti con forme di allevamento molto voluminose e fortemente ombreggiate compare una estesa macchia marcescente che si ricopre di muffa grigia. Durante la maturazione, nelle annate fortemente piovose, la malattia è particolarmente temibile sui vitigni più sensibili (Pinot, Tocai, Merlot, Riesling, Verdicchio, Schiava, Barbera, Moscato bianco, ecc.), soprattutto nei vigneti con forme che creano condizioni di forte ombreggiamento e impediscono la circolazione dell aria all interno della massa fogliare. Sulle uve da tavola le infezioni possono svilupparsi anche durante la fase di commercializzazione con comparsa di un anello (lunetta) di marciume intorno al punto di inserzione del pedicello. Botrytis cinerea è in grado colpire le viti in ogni fase vegetativa, allorquando sono presenti condizioni di elevata e persistente umidità ambientale per piogge ripetute in quanto i suoi elementi infettivi sono presenti in natura su un numero notevole di piante ospiti, coltivate e spontanee, sulle quali è capace di vivere in maniera saprofitaria. Le infezioni sono favorite da piogge prolungate, elevata umidità relativa dell aria e valori di temperatura compresi fra 5 e 30 °C. Le maggiori probabilità d infezione si verificano quando gli organi della pianta rimangono bagnati per circa 15 ore e la temperatura è mediamente sui 15 °C ( regola dei due 15 ). Le infezioni sono affidate ai conidi che, giunti a contatto con le parti suscettibili della vite (foglie, tralci erbacei e grappoli), si fissano mediante un appressorio e germinano, producendo un premicelio con ife che penetrano nei tessuti attraverso lesioni di varia origine e che, sugli acini maturi, riescono perfino a perforarne la cuticola, anche grazie a enzimi che G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 683 G 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini