SEZIONE G

G 692 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE varietà a bacca bianca (Traminer aromatico, Glera, Pinot bianco, Friulano, Chardonnay, Sauvignon), a uva nera (Pinot nero) e da tavola. I sintomi della malattia, evidenti soprattutto in primavera fino a fine giugno, si manifestano con un leggero ritardo della ripresa vegetativa e con uno sviluppo stentato dei germogli, che a volte arrestano la crescita per la necrosi dell apice vegetativo, cui si accompagnano un accentuato accorciamento degli internodi, in modo che la vegetazione risulta compatta, foglie di dimensioni ridotte, asimmetriche, con la lamina più spessa del normale, interessata da maculature variamente estese e da necrosi puntiformi, scarsa allegagione e forte acinellatura dei grappoli (le manifestazioni dell ampelopatia possono essere scambiate con quelle dovute a punture di tripidi o di eriofidi, a carenze nutrizionali o a danni da diserbanti). Del virus responsabile dell ampelopatia esistono due varianti: una responsabile dei sintomi descritti e una che infetta le piante in forma latente. L agente della malattia si trasmette facilmente per innesto, inoltre è diffuso in natura dall acaro Colomerus vitis. DIFESA: propagazione di piante sane. fis Clorosi ferrica*. Si manifesta con forme di ingiallimento più o meno spinto delle foglie. i M v M Nelle situazioni di maggiore gravità le foglie rimangono piccole e sono interessate da necrosi della parte periferica del lembo, mentre i sarmenti appaiono rachitici. Ad aggravare la situazione contribuiscono situazioni di asfissia radicale per compattamento del terreno o per eccessi di umidità. Il fenomeno è legato al mancato assorbimento del ferro in quanto insolubile per la presenza di elevati livelli di calcare attivo presente nel terreno o perché trattenuto dal reticolo argilloso. DIFESA: scegliere portinnesti con buone od ottime caratteristiche di resistenza al calcare attivo (161-49 C, 140 Ru, 41 B, 225 Ru, S04, K5BB, 420 A, 775 P), tenendo presente che anche per questi il livello di resistenza cala nelle situazioni di asfissia del terreno per compattamento e ristagni di umidità; ricorrere a lavorazioni per ridurre il compattamento del terreno; migliorare il drenaggio; ricorrere alla distribuzione di chelati. v Colatura e acinellatura dei grappoli*. Trattasi di fenomeni legati a fattori genetici. Basse temperature e forte piovosità durante la fioritura ostacolano la fecondazione e causano colature fiorali. L acinellatura può derivare da carenze o eccessi nutrizionali, o di vigoria, oppure può essere legata alla caratteristica di alcuni vitigni (Picolit, Chasselas, Lambrusco di Sorbara). Infezioni dei virus GFV (arricciamento) e GFLV (accartocciamento) sono responsabili di fenomeni di acinellatura. DIFESA: assicurare un equilibrato apporto nutrizionale; per le varietà geneticamente soggette all acinellatura, si può ricorrere all impiego di gibberelline al termine della fioritura. i Scottature degli acini*. Le alterazioni si verificano quando, dopo operazioni di sfoglia- tura e giorni nuvolosi, intervengono forti insolazioni ed elevate temperature. Il danno interessa maggiormente il lato dei filari esposto a sud. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 692 5/30/18 9:55 AM d M c M d s M in d d A r c M n ® a Disseccamento del rachide*. Trattasi di un anomalia che si verifica al momento dell in- vaiatura e che porta al disseccamento della parte distale del rachide e all avvizzimento degli acini. Il fenomeno è legato a carenze di Mg o a un elevato rapporto K/Mg 1 Ca, in conseguenza del quale il potassio ostacola l assorbimento di Mg e Ca. Maggiormente suscettibili sono alcuni vitigni (Tokay nero, Schiava, Riesling, ecc.) innestati su SO4 e K 5BB. DIFESA: sui vitigni suscettibili ricorrere a interventi con solfato di Mg o cloruro di Ca e Mg: il primo una decina di giorni dall invaiatura, seguito da altre 2 applicazioni con intervalli di 8-10 giorni. n s p a c fi g n c A c p D M p te n n d P g m

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini