Vite del Canada

y, ta a nni e ei oel mi e A: e. a go el el n B, di di il i. e i, scisi no a, e e o ni ao Z Zucca (Cucurbita maxima, C. moschata, Lagenaria vulgaris) G 693 Vite del Canada (Parthenocissus quinquaefolia) i Minatrice della vite e della vite del Canada* (Antispila sp.; Lepid. Elioz.). Le larve mi- v Mosaico giallo** (Bean yellow mosaic virus 5 BYMV, gen. Potyvirus). ®Mosaico giallo v Maculatura necrotica** (Impatiens necrotic spot virus 5 INSV, gen. Tospovirus). ®Ma- nano le foglie formando una mina ovale (stigmatonomio). Il lepidottero ha adulti molto simili a quelli di Holocacista rivillei (minatrice fogliare della vite), che si distinguono per minuti caratteri delle ali anteriori. Compie 2 generazioni all anno, con il primo volo alla fine di maggio o all inizio di giugno e il secondo in agosto. Lo svernamento avviene come larva all interno di un fodero bivalve, di forma ovale, fissato al ceppo o alle ramificazioni. DIFESA: non opportuna al fine di favorire l attività di parassitoidi che sono in grado di riportare la popolazione del minatore entro livelli di non dannosità. Zafferano (Crocus satitms) del fagiolo. culatura necrotica dell Impatiens Zinnia (Zinnia spp.) e Avvizzimento maculato del pomodoro. Maculatura clorotica** (Tunip mosaic virus 5 TuMV, gen. Potyvirus). caratterizzata da una maculatura clorotica diffusa sulle foglie, striature biancastre o maculature rossastre sui petali. Per gli aspetti epidemiologici di TuMVe i criteri di DIFESA: ®Cavoli. G Mosaico* (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). I sintomi consistono in decolorazioni delle nervature, aree di colore giallo, distorsioni e accartocciamento del lembo fogliare. I petali appaiono screziati e, a volte, malformati. Per gli aspetti epidemiologici di CMV e la DIFESA: ®Mosaico comune del cetriolo. Zucca (Cucurbita maxima, C. moschata, Lagenaria vulgaris) Afide delle cucurbitacee** (Aphis gossypii; Rinc. Afid.). L afide colonizza le foglie e, più raramente, i fiori. ®Melone per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con aficidi (es. fluvalinate, flonicamid, imidacloprid, ecc.). Mosca grigia dei semi* (Delia platura; Ditt. Antom.). Le larve attaccano i semi in germinazione e minano la parte interrata del fusto delle giovani piante, causandone la morte. ®Fagiolo per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto e per la difesa. a Acaride delle serre** (Tyrophagus similis; Acar. Acarid.). un acaro bianco, perlaceo, che sopravvive sui residui organici vegetali e attacca i semi in germinazione e le plantule causando piccole ulcerazioni sui cotiledoni e necrosi dei meristemi apicali. DIFESA: utilizzo di substrati di semina vergini o sterilizzati con vapore surriscaldato. n Meloidogine* (Meloidogyne spp.; Tilenc. Eterod.). Determina la comparsa di galle radicali per cui l apparato radicale appare interessato da numerose nodosità. Le piante gravemente colpite deperiscono e, nei casi più gravi, muoiono. Il nematode è polifago, sopravvive nel terreno per svariati anni ed è presente soprattutto nei terreni sciolti. DIFESA: adozione di ampie rotazioni con piante non suscettibili; ricorso alla pratica della solarizzazione del suolo o al trattamento in pretrapianto o in postrapianto con Bacillus firmus. c Peronospora* (Pseudoperonospora cubensis; Oomycota). Si manifesta con macchie giallastre sulla pagina superiore delle foglie, cui corrisponde sulla pagina inferiore una muffa grigio-violacea. ®Melone per gli aspetti bioepidemiologici e la difesa. i G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 693 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini