SEZIONE G

aa o n g- Z Zucchino (Cucurbita pepo) a no ci d, - a a al o ei n- n a e na- uoi- Acaride delle serre** (Tyrophagus similis; Acar. Acarid.). Attacca i semi in germinazio- ne e le plantule causando piccole ulcerazioni sui cotiledoni e necrosi dei meristemi apicali. DIFESA: come per la Zucca. Ragnetto rosso comune** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). Infesta le foglie e con le sue punture asporta i succhi cellulari e i relativi pigmenti clorofilliani causando la bronzatura delle foglie con conseguenti danni sull attività clorofilliana e sulla resa produttiva delle piante. ®Cetriolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con acaricidi (es. fenazaquin) alla comparsa delle infestazioni o ricorso al lancio del fitoseide Phytoseiulus persimilis. a o a- iali i. o, - G 695 n Meloidogine* (Meloidogyne spp.; Tilenc. Eter.). ®Zucca per gli aspetti diagnostici e biologici. DIFESA: adozione di ampie rotazioni con piante non suscettibili; ricorso alla pratica della solarizzazione del suolo, al trattamento in pretrapianto o in postrapianto con Bacillus firmus o alla distribuzione di fenamifos in post-trapianto. c Peronospora*** (Pseudoperonospora cubensis; Oomycota). Causa la formazione di f Cancro gommoso** (Stagonosporopsis cucurbitacearum, syn. Didymella bryoniae; macchie giallastre sulla pagina superiore delle foglie, cui corrisponde sulla pagina inferiore una muffa grigio-violacea. ®Melone per gli aspetti bioepidemiologici e la difesa. DIFESA: è basata su interventi con fungicidi, antiperonosporici nelle condizioni predisponenti gli attacchi (piogge e bagnature). I prodotti disponibili sono numerosi. G Asc.). Si manifesta a livello del colletto e delle foglie cotiledonari, con comparsa di macchie nerastre accompagnate talora dalla morte della pianta. Sulle piante adulte compaiono sul fusto cancri che emettono un essudato gommoso di colore rosso-bruno e, sulle foglie, macchie necrotiche rotondeggianti circondate da un alone giallastro, dapprima idropiche, che in seguito imbruniscono ed emettono un essudato simile a quello dei fusti. ®Melone per gli altri aspetti riguardanti il patogeno e la difesa. Cladosporiosi** (Cladosporium cucumerinum; Asc.). La malattia si manifesta sui frut- ti con tacche rotondeggianti, infossate, con emissione di grumi gommosi e sviluppo di una muffa grigiastra dall aspetto vellutato. Sulle foglie determina la comparsa di macchie vitree e grigiastre, che si lacerano al centro. Le infezioni avvengono in presenza di elevata umidità ambientale e con temperature di 18-22 °C. La conservazione del fungo avviene sui resti della coltura, sui semi e sulle strutture in legno delle serre. DIFESA: adottare ampie rotazioni; ricorrere a trattamenti con sali di rame. Fusariosi ** (Fusarium solani ; Asc.). Il patogeno è caratterizzato dalle razze 1 e 2, delle quali la prima è quella che interessa lo zucchino. La malattia (denominata anche marciume pedale) si manifesta con processi di marcescenza che interessano le radici e la zona del colletto, causando l ingiallimento, l avvizzimento e la morte delle piante, con rottura del fusto deteriorato alcuni centimetri sotto il livello del terreno. I tessuti si lacerano e si distaccano da quelli sottostanti, senza intaccare i fasci vascolari. Sui tessuti alterati si sviluppa una muffa di colore bianco rosato, costituita dalla vegetazione conidiofora con relativi macroconidi (ialini, affusolati e ricurvi, muniti di 3-7 setti) e microconidi (uni o bicellulari). Il patogeno si conserva a lungo nel terreno e sui semi, penetrando nel loro interno o contaminandoli sulla parte esterna in occasione della loro estrazione da frutti infetti. Le infezioni avvengono ad opera di macro e microconidi, diffusi dal vento, dalle irrigazioni e con le operazioni colturali, penetrando soprattutto attraverso le ferite. DIFESA: la prevenzione G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 695 5/30/18 9:55 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini