SEZIONE G

G 696 b v AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE agronomica (rotazioni) viene limitata dalla grande capacità di sopravvivenza del patogeno; effettuare la sterilizzazione del terreno (con calore artificiale, solarizzazione, fumiganti); ricorrere all impiego di varietà resistenti o tolleranti o innestate su piede resistente. Mal bianco*** (Golovinomyces orontii, syn. Erysiphe cichoracearum Podosphaera xanthii , syn. Sphaerotheca fuliginea Asc.). Malattia ampiamente diffusa sia in pieno campo sia in ambienti protetti. Si manifesta sulle foglie con macchie di muffa bianca dall aspetto farinoso (®Cetriolo). Muffa grigia** (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea ; Asc.). Colpisce i frutti causando un processo di marcescenza che inzia in genere nella parte distale e la cui parte colpita si ricopre di muffa grigia. DIFESA: non irrigare di sera per evitare il prolungarsi della bagnatura del terreno per molte ore; intervenire con antibotritici (es. cyprodinil 1 fludioxonil); asportare e allontanare dal campo i frutti infetti. Sclerotinia** (Sclerotinia sclerotiorum; Asc.). Colpisce soprattutto il fusto, ricoprendolo con un micelio cotonoso biancastro. Nell ambito della massa miceliale e nella parte interna del fusto, distrutta dal fungo, si formano sclerozi neri di conservazione. DIFESA: evitare gli eccessivi apporti idrici; in occasione della preparazione del terreno, interrare sospensioni dei funghi antagonisti Coniothyrium minitans, Trichoderma spp. Intervenire eventualmente con fungicidi, asportare e distruggere le parti colpite. Maculatura angolare* (Pseudomonas syringae pv. lachrymans; Gracilicutes). Si manifesta sulle foglie con macchie poligonali dall aspetto idropico, con successivo disseccamento dei tessuti. Colpiti sono anche i frutti, sui quali compaiono tacche dall aspetto oleoso con essudato batterico. DIFESA: ricorrere a trattamenti con sali di rame; asportare e allontanare dal campo le foglie e i frutti infetti. Marciume molle** (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum; Gracilicutes). Determina la comparsa di un marciume molle dei frutti. Le infezioni avvengono attraverso ferite, soprattutto quelle conseguenti alle operazioni di raccolta. DIFESA: asportare e allontanare dal campo i frutti infetti; ricorrere ad applicazioni di sali di rame per evitare il diffondersi delle infezioni alle piante circostanti ancora sane. Giallume trasmesso da afidi*** (Cucurbit aphid-borne yellows virus 5 CABYV, gen. Polerovirus). CABYV, frequente nelle cucurbitacee ortensi, si manifesta inizialmente sulle foglie adulte con piccole aree di colore giallo. In seguito le zone ingiallite si estendono fino a confluire fra loro, creando vaste aree clorotiche diffuse ai tessuti internervali. Le foglie inoltre sono più spesse del normale, coriacee e a frattura vitrea. La produzione delle piante infette subisce una forte riduzione quantitativa mentre la qualità dei frutti non è compromessa. CABYV infetta anche cetriolo, cocomero, zucchino e zucca con sintomi simili a quelli prodotti su melone, specie spontanee di cucurbitacee e di altre famiglie; è trasmesso attivamente da afidi in modo persistente circolativo. DIFESA: il principale accorgimento per prevenire la diffusione del virus è rappresentato dalla protezione con teli di tessuto non tessuto delle aperture dei semenzai, dei tunnel e delle colture in pieno campo, dal momento del trapianto fino alla comparsa dei primi fiori. Qualora non sia prevista la protezione delle coltivazioni con teli antiafidi, si consiglia l impiego di varietà resistenti o poco sensibili, la pacciamatura con materiali plastici riflettenti la luce e l eliminazione delle erbe infestanti in vicinanza delle coltivazioni di melone nonché il loro allestimento lontano da altre coltivazioni di cucurbitacee infette ed eventualmente l applicazione di insetticidi. G02_3_5_Fitopatologia,Entomologia.indd 696 5/30/18 9:55 AM M r v fo s p s ti s M I fo tu m T v M c q n m a d W s D v e n M m s c z c b p la s a d c e d le il

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini